| Portogallo:per il 28,2% gli ogm dovrebbero essere esclusi dal mercato |
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| 13/10/2007 | |
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Rafforziamo la ricerca pubblica sugli ogm per valutare i rischi a medio lungo termine, ma al momento garantiamo che in Europa le coltivazioni ogm siano escluse la' dove non sia possibile garantire la segregazione tra filiere ogm e ogmfree. Lo diciamo a nome di oltre 22 milioni di consumatori". Rafforziamo la ricerca pubblica sugli ogm per valutare i rischi a medio lungo termine, ma al momento garantiamo che in Europa le coltivazioni ogm siano escluse la' dove non sia possibile garantire la segregazione tra filiere ogm e ogmfree. Lo diciamo a nome di oltre 22 milioni di consumatori".
Oltre 22 milioni di consumatori in tutta Europa, circa 3200 cooperative locali e regionali di 16 paesi, piu' di 60 milioni di fatturato. E' la carta di identita' di Euro Coop, l'organismo europeo delle cooperative di consumatori, che ha presentato a Roma la sua posizione sul tema "ogm". "Non siamo nati ieri, la prima presa di posizione di Euro Coop risale al 1997 e si basava su principi ancora oggi condivisi: il principio di precauzione e il diritto per i consumatori di compiere una scelta informata -ha sostenuto in apertura dei lavori Rodrigo Gouveia, il segretario generale di Euro Coop- Prudenza e conoscenza devono continuare a essere i due principi chiave per l'Unione Europea su tale materia". A tal fine il documento redatto dal gruppo ambiente di Euro Coop (ovvero Ancc-Coop, The Cooperative Group, Coop Sweden, Sokl Association e Fenacoop) ribadisce la necessita' di rafforzare la ricerca pubblica sugli ogm per valutare i rischi a medio lungo termine, ma in tempi brevi "occorre garantire da parte delle Istituzioni Europee che le coltivazioni ogm siano escluse la' dove non sia possibile garantire la segregazione tra filiere ogm e ogmfree".
Di piu' "che i costi da sostenere per garantire la protezione di colture ogmfree dalla contaminazione vadano a carico di coloro che coltivano prodotti ogm". "Il problema piu' attuale in effetti -ha ribadito Maurizio Zucchi, direttore Qualita' di Coop Italia, la centrale di marketing delle cooperative di consumatori italiane- e' proprio quello della coesistenza, che secondo Coop e' impossibile, con le inevitabili contaminazioni crociate fra colture ogm e produzioni tradizionali, tipiche o biologiche ogmfree. Per questo in sede di documento unitario abbiamo voluto sottolineare questo aspetto ponendoci a fianco di quelle Regioni e di quei Comuni che si sono dichiarati liberi da ogm. Proprio con lo scopo di aprire un dibattito pubblico sul modello di sviluppo agroalimentare Coop e' tra i promotori della coalizione "Italia Europa-Liberi da ogm" che si prefigge di raggiungere attraverso una consultazione popolare l'obiettivo di 3 milioni di firme entro novembre". Resi noti inoltre alcuni sondaggi di opinione sul tema stilati in alcuni Paesi Europei. A titolo di esempio, in un recente sondaggio in Portogallo il 46,4% della popolazione ritiene che bisognerebbe garantire in modo sicuro che gli ogm non sono nocivi per la salute umana, mentre il 28,2% pensa che gli ogm dovrebbero essere esclusi dal mercato.(Fonte:AGI) |
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