| RAPPORTO OCSE: l'Italia al 35° posto per cultura scientifica |
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| 20/12/2007 | |
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20 dic. - Sono 21.773 gli studenti che hanno partecipato al progetto Osce-Pisa, un'indagine internazionale che punta ad accertare le conoscenze e le capacità dei quindicenni scolarizzati. Il Ministro Fioroni individua nelle medie l'anello debole della catena dell'istruzione
C'è anche un test sul tasso di cambio: «Il tasso di cambio tra il dollaro di Singapore e il rand del Sudafrica è di 1 a 4,2... quanti rand valgono 3.000 dollari di Singapore? ». Basta una moltiplicazione. Ma il 28,5% dei nostri liceali è in difficoltà. Due prove, tra le tante verifiche dell'indagine Ocse Pisa che ogni tre anni ci fa retrocedere nella graduatoria dei sistemi d'istruzione, che hanno indotto il ministro dell'Istruzione ad elevare il livello di allarme per la nostra scuola, con una battuta amara che dice tutto: «Quando i nostri ragazzi delle scuole medie, inferiori e superiori, vengono interrogati in Scienze l'inquisizione sembra ancora in azione». Per Viale Trastevere all'origine delle prestazioni non brillanti dei nostri quindicenni e del gran numero di debiti formativi trascinati fino alla maturità, c'è un pezzo del percorso scolastico, le medie, dove si formano e si consolidano dei vuoti che poi nessuno riesce a colmare o lo fa con grandi difficoltà. Nelle medie, in estrema sintesi, non ci si renderebbe conto fino in fondo della brutta piega che prendono i destini scolastici di non pochi ragazzi. Il ministro Giuseppe Fioroni - che parlerà dell'emergenza educativa nel consiglio dei ministri - ha annunciato un piano straordinario: corsi di sostegno in italiano e matematica, in particolare nella prima classe, ma anche attività di aggiornamento per i prof, perché non è possibile far cadere ogni responsabilità sui ragazzi e le famiglie. I dati dell'Ocse Pisa sono come un sasso che cade nello stagno delle cifre ufficiali riguardanti la scuola media, dove in apparenza tutto sembra andare bene. Alle medie si boccia sempre meno: dagli anni Sessanta ad oggi la percentuale di respinti è crollata passando dal 15,7% del 1962 al 3% del 2007. Il 97% degli studenti supera l'esame di stato, anche se il 37,3% prende appena la sufficienza. Una quadro che sembra rassicurante. Come spiegare, allora, si chiede Fioroni, la selezione durissima e la dispersione dei primi due anni delle superiori, dove il 18 per cento degli studenti che passano dal primo al secondo anno viene bocciato, contro il 3 dei respinti in terza media? Forse la verità si nasconde in quel 18 per cento di ragazzi «sufficienti». (Corriere.it) |
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