| RICERCA: LAVORO - SONO OLTRE 3MLN I LAVORATORI IRREGOLARI |
|
|
||
| 07/06/2008 | |
|
07 giu. - "Un fenomeno che caratterizza il
dualismo territoriale del mercato del lavoro italiano e' il
peso dell'economia sommersa. La stima del lavoro irregolare, in
unita' di lavoro, e' di 3.238.000 pari a un tasso di
irregolarita' del 13,4%". E' uno dei dati emersi dallo studio
su "Dinamiche del lavoro e dell'occupazione in Italia 2008"
curato dalla Fondazione Metes per conto della segreteria
nazionale della Cgil.
"A livello regionale il tasso di
irregolarita' risente della diversa specializzazione produttiva
di ciascuna area. Infatti il Mezzogiorno - continua la ricerca
- si caratterizza certamente per i piu' alti tassi di
irregolarita' in tutti i settori produttivi, ma il dato piu'
grave riguarda soprattutto il settore agricolo (41%) e il
settore delle costruzioni. All'interno delle regioni
meridionali spiccano infine la Calabria e la Sicilia per avere
complessivamente tra un quarto e un terzo delle posizioni
lavorative irregolari, seguite dalla Campania con un quinto".
L'andamento sostanzialmente stabile "nel tempo del lavoro
irregolare in agricoltura nasconde un andamento divergente
degli irregolari indipendenti e dipendenti. La percentuale di
questi ultimi aumenta, anche nell'ambito del recente ciclo
occupazionale, rapportandosi alla crescente capacita' di
assorbimento del lavoro straniero clandestino o comunque
irregolare".
Se il dato in percentuale di lavoro
irregolare e' del 13,4%, il Mezzogiorno raggiunge il primato
con il 22,8%, di cui 41,1% in agricoltura, il 27%
nell'industria delle costruzioni ed il 20,9% nei servizi,
mentre il centro segna un 12,3% di lavoratori irregolari, di
cui il 28,4% in agricoltura, il 12,3% nell'industria e il 13,3%
nei servizi. Il nord-est ha un totale del 9,3% con il 25,9% di
lavoratori sommersi in agricoltura, il 3,7% nell'industria
delle costruzioni e l'11,6% nei servizi, il nord-ovest invece
si ferma all'8,3% di totale di lavoratori irregolari, di cui il
20,8% in agricoltura, il 3,9% nelle costruzioni e il 10,9% nei
servizi.
In Italia, continua la ricerca, in particolare negli ultimi
anni si registra un crescente ricorso a lavoratori
extracomunitari per la realizzazione delle attivita' agricole.
La presenza di lavoratori migranti e' diventata ormai un fatto
indispensabile di crescita e di competitivita' per molti
comparti produttivi dell'agroalimentare italiano (ortofrutta,
pomodoro, tabacco, zootecnia). Secondo i dati forniti dall'Inps
nel 2005 erano 99.546 i lavoratori extracomunitari impegnati
nel settore agricolo italiano (10,3% del totale degli occupati
nel settore).
I lavoratori migranti in agricoltura hanno
prevalentemente rapporti di lavoro a tempo determinato (83,4%)
e sono impegnati in maggioranza nell'Italia settentrionale (62%
del totale dei migranti in agricoltura in Italia. (AGI)
|
|
| < Prec. | Pros. > |
|---|
Studi di scenario, altre notizie
Fai tu la notizia
Hai qualcosa da raccontarci? Ti sei imbattuto in un fatto che pensi meriti l'attenzione dei media? Scrivi il tuo pezzo e invialo a Clandestinoweb, la redazione ti contatterà per pubblicarlo sul sito

.jpg)




Segnalo
OKNOtizie
Smarking
Spurl
del.icio.us
Digg
Furl
Netscape
Yahoo! My Web
Google Bookmarks
Technorati
BlinkList
Newsvine
ma.gnolia
reddit
Tailrank








16 visitatori online
.jpg)



