| RICERCA: PER LE FAMIGLIE AVERE UN FIGLIO OMOSESSUALE NON E' UNA TRAGEDIA |
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| 18/06/2008 | |
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18 giu - La maggior parte dei genitori
reagisce con amore nei confronti del figlio o della figlia
che rivelano la propria omosessualita'. E' quanto emerge da
uno studio condotto su circa 200 famiglie da due ricercatrici
dell'Universita' del Piemonte orientale, Chiara Bertone e
Marina Franchi, che sara' presentato a Firenze il 20 e 21
giugno prossimi, nel corso della conferenza internazionale
''Family matters.
Sostenere le famiglie per prevenire la
violenza contro giovani gay e lesbiche', organizzata da un
gruppo di associazioni tra cui l'Agedo (Associazione genitori
di omosessuali), con il sostegno della Regione Toscana.
Al questionario hanno risposto 119 madri e 53 padri. Le
interviste sono state realizzate anche con fratelli e
sorelle.
Nel 64% dei casi la scoperta e' avvenuta in modo diretto,
con un esplicito coming out del figlio/a.
Negli altri casi,
lo si e' saputo da un'altra persona, lo si e' scoperto
leggendo il diario del figlio, trovando una lettera o del
materiale sull'omosessualita'.
Centrale la figura della
madre, che spesso e' stata la prima tra i familiari ad averlo
saputo, ed ha avuto poi un ruolo di mediazione nel rapporto
con il padre.
Un ruolo importante lo giocano anche fratelli e
sorelle, che in molti casi sanno prima dei genitori, ed
esprimono complicita' e condivisione.
Per molti genitori (53% dei padri e 44% delle madri) la
scoperta arriva inaspettata. Negli altri casi, raccontano di
aver gia' avuto dei sospetti. La prima reazione alla scoperta
e' di smarrimento, paura, dolore. Ma solo una minima
percentuale confessa di aver avuto reazioni violente: tre
madri hanno dato uno schiaffo, altre due hanno cacciato il
figlio di casa.
Un padre ha detto al figlio maschio: ''Non
sei piu' mio figlio'';.
Due madri hanno definito i figli maschi dei
''pervertiti''.
Qualcuno ha avuto una reazione ricattatoria: ''Perche' mi dai
questo dolore'?'', altri hanno ritenuto che il figlio/a fossa
stato ''traviato'' da qualcuno.
Quasi tutti, comunque (161 su
168) rifiutano il concetto di omosessualita' come malattia.
Dopo la crisi, la forte emozione della scoperta, a prevalere
sono comunque sentimenti di amore incondizionato,
solidarieta', protezione, talvolta complicita'. Il legame col
figlio non viene mai messo in discussione, non viene spezzato
dalla scoperta della sua omosessualita'.
Le frasi in cui la
maggioranza dei genitori si riconoscono sono ''l'importante
e' che tu sia felice'' (88%), e ''mi dispiace non esserti
stato vicino quando ne avevi bisogno'' (69%).
''Per qualita', dimensione europea, argomenti trattati e
campo di indagine - dice Agostino Fragai, assessore alle
riforme istituzionali e alla partecipazione della Regione
Toscana - questa ricerca contribuira' non poco ad una
maggiore conoscenza, anche per le istituzioni, dei problemi
connessi con l'accettazione dell'omosessualita'. L'impegno a
costruire un contesto sociale rispettoso di ogni orientamento
sessuale e' presente nell'azione della Regione Toscana, la
quale, peraltro, dispone di una legge specifica la cui
attuazione e' affidata a una task force''. (Asca)
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