| RIFIUTI: IL 70% DEGLI ITALIANI TEME IL "RISCHIO NAPOLI" |
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| 02/07/2008 | |
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02 lug. - "Le ore difficili che sta passando
Napoli non devono frenare gli sforzi per riconquistare
normalita' e tranquillita' sociale". La ConfeseRcenti lancia un
appello alle forze sociali ed economiche perche' si oppongano
unitariamente ad ogni tentativo di "aggiungere degrado ed
instabilita' alla vita cittadina".
"C'e' poco tempo per evitare il collasso civile e turistico
della citta'; del resto, - continua Confesercenti - da un
nostro recente sondaggio promosso con Pulica ReS emerge che gli
italiani temono il "rischio Napoli": per il 70% degli
intervistati quello che e' avvenuto nella citta' campana dopo
un lungo periodo di gestione inefficace, puo' avvenire anche
nella propria citta' di residenza.
Solo un 29% esclude
eventualita' di tale genere". Sollecitati a rispondere a mente
fredda - aggiunge Confesercenti - gli italiani accettano i
termovalorizzatori come la migliore soluzione da adottare".
"Lo sostiene il 48% degli intervistati - sottolinea
l'associazione delle imprese italiane - mentre un 10% propende
per gli inceneritori e solo il 6% opta per le discariche.
Ed
inoltre un rilevante 22% ritiene che debbano essere usati
insieme tutti questi sistemi per uscire dalle emergenze.
Certamente non e' facile convincere gli italiani a convivere
con termovalorizzatori, inceneritori e discariche. Per questo
motivo e' fondamentale spiegare e ragionare, mentre va usato il
pugno di ferro contro quella criminalita' che soffia sul
fuoco".
Dal sondaggio infatti emerge che si dice si' a quei sistemi
purche' si facciano abbastanza lontani dalle proprie
abitazioni. Soprattutto le discariche, spesso contestate,
dovrebbero essere collocate almeno a 46 chilometri dalla
propria casa secondo la media delle risposte date al sondaggio
Confesercenti-Publica ReS.
Chilometri che diventano 44 invece
per gli inceneritori e si iducono a soli 32,8 per i
termovalorizzatori. C'e' pero' anche una piccola minoranza che
accetterebbe di guardar dalla propria finestra
termovalorizzatori o discariche. Il 4% degli intervistati
accetterebbe un termovalorizzatore anche a meno di un
chilometro, solo l'1% una discarica. All'opposto, il 12% non
vorrebbe termovalorizzatori dalle sue parti a meno di 100
chilometri. Percentuale che sale al 22% nel caso di una
discarica. (AGI)
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