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Ultimo aggiornamento: 16.05.2008 ore 20:56
ROMA HA VOLTATO LE SPALLE ALL'EX SINDACO. L'ANALISI DI PAOLO NATALE SU EUROPA Stampa E-mail
30/04/2008

30 Apr. - Roma ha dunque voltato le spalle al suo ex-sindaco, e l’ha fatto con un verdetto secco e senza remore, togliendogli addirittura quasi 100mila preferenze rispetto al primo turno, mentre 100mila voti in più sono andati verso Alemanno.

alemanno_rutelli280x200.jpgGià. Ma chi è stato a “tradire” Rutelli nel primo turno, e chi è stato a voltargli le spalle tra il primo turno ed il ballottaggio? È quanto cercheremo di scoprire nelle due puntate che dedicherò, oggi e domani, all’analisi dei flussi di voto di Roma, andando ad analizzare in prima battuta cosa è accaduto del vantaggio di ben 85mila voti che aveva il candidato del Pd nei confronti di quello di An. Nella puntata di d o m a n i l’analisi verterà invece sul complesso passaggio tra voto politico, voto amministrativo al primo turno e ballottaggio tra i due candidati giunti in finale.

Prima di tutto analizziamo il comportamento dei due elettorati di riferimento, quello di Rutelli e quello di Alemanno. In entrambi i casi la fedeltà al proprio candidato è stata abbastanza elevata, tra l’85 ed il 90 per cento di coloro che li avevano scelti al primo turno. E simile è anche stato il loro livello di astensionismo al ballottaggio: intorno al 10 per cento del passato elettorato non si è recato alle urne.

Fin qui dunque tutto tranquillo. Ma arriviamo ora ad una piccola ma significativa differenziazione: tra gli elettori di Rutelli una quota pari al 5 per cento è passato infatti dalla parte opposta.

Un tradimento limitato, dunque, ma con numeri così ravvicinati anche questa piccola quota può fare la differenza: in termini assoluti essa è infatti pari all’uno e mezzo per cento dell’intero elettorato, circa 35mila persone che, tradendo direttamente in favore dell’avversario, contano però “doppio”, poiché rappresentano la conquista di 70mila voti in più da parte di Alemanno rispetto al risultato del primo turno. Visto che il vantaggio di Rutelli era di 85mila voti, avendo cambiato casacca la quota che si è detto, il divario tra i due contendenti si è così ridotto a soli 15mila voti.

Vediamo ora il comportamento di voto degli elettori che al primo turno avevano votato per gli altri candidati, esclusi dal ballottaggio. Il sostanziale apparentamento di fatto tra Alemanno e Storace ha provocato li primo ribaltamento delle gerarchie nella somma dei voti per i due candidati al ballottaggio: una quota molto consistente, vicina all’80 per cento, di coloro che avevano scelto il rappresentante de La Destra ha optato infatti nel secondo turno per il voto del candidato del Pdl, mentre il restante elettorato non si è recato a votare. Si tratta di circa 45mila elettori che hanno permesso ad Alemanno di colmare il divario che aveva nelle consultazioni precedenti e di passare in vantaggio di 30mila voti.

Il comportamento degli elettori di Ciocchetti e di Baccini (Udc e Rosa bianca) è stato poi quasi simile, in termini quantitativi, a quello degli elettori di Storace: anche in questo caso il 75- 80 per cento è passato con Alemanno, contro un 15 per cento che ha votato per Rutelli, con un saldo a favore del primo di altri 45mila voti, che aggiunti ai 30mila fanno lievitare il vantaggio di Alemanno a circa 75mila voti.

Per giungere al risultato conclusivo, si aggiungono poi le scelte di chi aveva optato per le liste ufficiali o ufficiose di Beppe Grillo e dei candidati minori: la maggior parte di quelli tra loro che si sono recati alle urne (circa la metà) ha optato per Alemanno, dandogli un ulteriore contributo di circa 30mila voti e permettendogli di superare la soglia di 100mila voti in più rispetto a Rutelli.

Sul risultato finale hanno infine pesato il comportamento degli elettori della sinistra estrema (Pcl e Sinistra critica, che hanno in generale optato per Rutelli) e una piccola quota di elettori che si era astenuta al primo turno e che ha scelto ora il voto per Alemanno.

Tutto più o meno come si poteva ipotizzare, visto l’esito conclusivo del confronto. L’appeal di Rutelli si è limitato alla propria area di riferimento, sia pur con qualche importante defezione, mentre Alemanno ha potuto giovarsi di un massiccio aiuto da parte degli elettorati dei candidati esclusi al primo turno, che hanno sostanzialmente consegnato Roma al rappresentanti del Pdl.

A domani dunque per un analisi più approfondita delle provenienze partitiche degli elettori che hanno determinato la sconfitta dell’ex-sindaco. (Paolo Natale)
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