| SOLE 24ORE RADIOCOR: per il 76% degli analisti sorprese negative nei prossimi bilanci delle banche |
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| 21/01/2008 | |
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21 gen - La paura di recessione negli Usa continua a pesare sui mercati e le prospettive non sono rosee. E' uno degli elementi che emerge dal sondaggio, che 'Il Sole 24 Ore Radiocor' ha organizzato in occasione del quattordicesimo Congresso degli operatori tra operatori e analisti. Per il 79% di loro l'indice
Dow Jones Industrial non riuscirà entro la fine del trimestre a riguadagnare
quota 13mila punti, soglia che ha abbandonato appena lo scorso 4 gennaio e che
ormai ha distanziato di oltre il 7%.
Gli investitori non sono stati tranquillizzati affatto dal piano di stimolo dell'economia annunciato venerdì scorso dal Presidente Usa George W. Bush. L'assenza di dettagli sull'applicazione del programma, che dovrebbe basarsi su una riduzione della pressione fiscale, ha generato scetticismo riguardo la sua efficacia strutturale, tanto piu' vista la concomitanza con l'anno elettorale. Le preoccupazioni per la tenuta dell'economia Usa, unite all'elevato prezzo del petrolio e ai timori per una spinta rialzista sull'inflazione in Europa, che limita di fatto le possibilità di un intervento al ribasso da parte della Banca centrale europea sui tassi di interesse, sono tutti fattori che contribuiscono a mantenere un clima di incertezza sui mercati internazionali e di sfiducia tra gli investitori. La valutazione pessimista sulle previsioni a breve termine per Wall Street trova conferma anche sul netto predominio degli analisti e operatori sentiti da Radiocor che temono che i confini della crisi finanziaria cui sta facendo fronte l'economia d'Oltreoceano non siano stati del tutto definiti. Infatti per il 76% degli intervistati i prossimi bilanci delle banche (soprattutto quelle Usa) riserveranno altre sorprese negative riconducibili all'impatto sui conti della loro esposizione verso i 'subprime': i mutui ad alto rischio (quelli concessi senza sufficienti garanzie di rimborso). Il clima di incertezza non risparmia nemmeno il monetario, in particolare il rapporto tra euro e dollaro. Mentre nelle prime domande del sondaggio le risposte hanno visto percentuali quasi bulgare, alla richiesta di fissare il livello di cambio tra la moneta unica e il biglietto verde per la fine del 2008 sono emerse le differenze piu' sostanziali. Se la media ha portato a un rapporto che vede la moneta unica europea quotare 1,4372 dollari, la forchetta di opzioni prese in esame corre da un minimo di 1,2000 a un massimo di 1,6000 dollari. Da segnalare che questa mattina l'euro ha aperto le contrattazioni a 1,4544 dollari, in calo rispetto a quanto scambiava nel finale di seduta di venerdi' scorso. Sicuramente nell'ampia fascia di previsioni hanno un ruolo predominante le differenti attese per quanto riguarda le politiche creditizie di Bce e Federal Reserve.
Quest'ultima dovrebbe ridurre a piu' riprese i
tassi di interesse Usa al fine di evitare la caduta in recessione della
congiuntura statunitense: l'incognita e' quando questo allentamento si fermerà.
Alcuni analisti azzardano che, nel Fomc di fine gennaio, il presidente della
Fed, Ben Bernanke, potrebbe anche decidere un mega-taglio, di 75 punti base (al
3,50%), per dare un forte segnale al mercato. Altri ipotizzano che la discesa
dei tassi Usa si spingerà addirittura al 2,50%. L'incertezza per la Bce riguarda se, pur davanti
alle spinte inflative, avrà il "coraggio" di non alzare i tassi per
non gravare ulteriormente sul ciclo in rallentamento sempre piu' evidente.
Tornando al sondaggio, l'ultimo quesito agli
addetti ai lavori riguardava la convenienza o meno di accendere in Italia un
mutuo a tasso fisso o variabile. Le risposte hanno visto quasi un testa a testa
tra le due opzioni, con una contenuta prevalenza (54%) di quelli favorevoli al
tasso fisso, mentre le preferenze per il variabile si sono fermate al 46%.
Alcuni operatori hanno motivato quest'ultima scelta con la previsione di un trend
ribassista sul medio termine per i tassi ufficiali. Lo scenario prospettico,
concordano comunque tutti gli intervistati, non puo' prescindere da quello che
accadrà Oltreoceano. (Il Sole 24 Ore Radiocor)
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