| Sondaggi elettorali: Ekma, Pd 30% primo partito italiano |
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| 16/10/2007 | |
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Il Partito Democratico con il 30% permette alla coalizione di Centrosinistra per la prima volta nel 2007 di far segnare un dato positivo, anche se minimo. Forza Italia al 29%, AN all'11%, ancora in crisi la impropriamente detta Sinistra radicale, 3% a La Destra, Di Pietro al 4% e l'UDC al 3,5%.
Decine di pagine di quotidiani, dirette televisive, radio, tv locali hanno parlato quasi esclusivamente del Partito Democratico ed è dal giorno delle elezioni (fatta esclusione per la notte elettorale del 2006) che non accadeva che il Centrosinistra riuscisse a rappresentarsi positivamente sui media. Noi abbiamo deciso di fare il sondaggio lunedì 15, quando tutto l'effetto mediatico esprimeva il massimo della sua intensità, quindi il dato che pubblichiamo deve essere letto tenendo conto sicuramente della positività generata, dell'emotività del momento e dovrà trovare conferma nei prossimi mesi. Forza Italia è stato dal mese di gennaio, quindi per 10 mesi, costantemente ed abbondantemente il primo partito italiano, ed è la prima volta che il partito di Berlusconi perde dei punti percentuali, d'altronde sconta la risalita di Alleanza Nazionale che è scesa in piazza con 500 mila persone con il relativo effetto mediatico e lo stesso Berlusconi è andato a fare campagna elettorale per un partito, i Circoli della Libertà della Brambilla, di cui noi non disponiamo ancora per inserire negli elenchi che si possono offrire ai cittadini, consentendo e prestando il fianco ad una gragnuola di critica a Forza Italia ed al suo gruppo dirigente che saranno anche vere, ma poi non bisogna stupirsi di un leggero affanno nei dati elettorali.
Il Centrosinistra: il recupero del Partito Democratico ferma la crescita di Antonio Di Pietro che si attesta a 4 punti e comunque quasi il doppio di quanto ottenuto alle politiche. Nella "zona rossa" della coalizione gli unici che possono sorridere sono i Verdi di Pecoraro Scanio anche se perdono mezzo punto. Rifondazione al 3,5 si mantiene stabile rispetto a settembre, ma ha la metà dei voti rispetto alle politiche. I Comunisti Italiani con l'1,5 recuperano mezzo punto rispetto al mese scorso, ma rimangono al di sotto del risultato delle politiche. Certo che l'opzione della "Cosa rossa" modificherebbe il risultato, ma tale opzione non è ancora proponibile. Per la prima volta da gennaio ad oggi i Popolari di Mastella scendono al di sotto delle politiche con l'1,2, però non vorremmo infierire anche noi su Mastella. Complessivamente la coalizione recupera più di un punto sul Centrodestra e questa è forse la notizia più importante che questo sondaggio ci fornisce. Dopo i bamboccioni e i rimbambiti del Governo il dato ci pare francamente clamoroso!
Il Centrodestra: come già dicevamo se Berlusconi fa campagna elettorale per la Brambilla, non si deve meravigliare se perde un punticino, ma considerato che alle ultime politiche ha preso il 23,7, il dato del 29% non ci pare molto diverso dal 30% anche se è molto lontano da interpretazioni date da altri istituti. Alleanza Nazionale fa segnare l'11%, due punti in più rispetto a settembre e la crescita più importante del 2007, ed è probabilmete legato all'effeto della manifestazione di Roma, ma siamo ancora lontani dai risultati delle politiche 2006, rispetto alle quali invece la Lega con il 5% con quasi un punto di flessione rispetto al mese scorso, si mantiene nettamente al di sopra. La Destra di Storace ottiene un 3%, le posizioni tenute dal suo leader forse non sono esteticamente condivise dalla maggioranza degli italiani, ma sicuramente gli hanno prodotto un netto profilo identitario che ormai determina un risultato consolidato. La misurazione di questo nuovo partito, che affonda le sue radici nella tradizione italiana, l'avremo fra poco più di 6 mesi alle amministrative, dove in Sicilia e nel Lazio rischierà di avere risultati addirittura a due cifre, ma non voglio svelare il risultato dei sondaggi che pubblicheremo nelle prossime settimane. I Riformatori-Liberali e la Democrazia Cristiana perdono qualcosa ma nulla di rilevante. L'UDC invece che ha poco di meno della metà dei consensi avuti alle politiche, questo mese con il 3,5% mantiene i risultati di settembre, poco per le ambizioni di Casini. Complessivamente l'opposizione si attesta al 52,9. Le conclusioni sono che se si votasse domani, la Casa delle Libertà sarebbe favorita per la vittoria, ma se si votasse tra sei mesi, il numero di punti percentuali che Veltroni dovrebbe recuperare sarebbero la metà rispetto a quelli che Berlusconi ha dovuto recuperare in 3 mesi nella scorsa tornata elettorale. Certo Veltroni non è Berlusconi, ma Veltroni non è nemmeno Prodi. Meditate gente. Luigi Crespi
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