| Sondaggi IPR: MASTELLA trascina giù PRODI e il Governo |
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| 21/01/2008 | |
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21 gen. - Le dimissioni di Clemente Mastella provocano, nell'esecutivo e nel premier, un calo di fiducia. In controtendenza che la rilevazione di tre giorni prima che aveva registrato un aumento dei consensi. I dati del sondaggio Ipr marketing realizzato per Repubblica.it, parlano chiaro. Se il 15 gennaio il sondaggio vedeva la fiducia
in Romano Prodi al 45% (stazionario rispetto a dicembre), il 18 (a caso
Mastella esploso), si scendeva al 42%. In aumento la sfiducia dal 51% al 55%.
Anche il governo registra un calo. A dicembre era al 34%, prima del caso Mastella era arrivato al 36%. Dopo al 31%. In sintesi una fase pre e post dimissioni che hanno minato la ripresa di consensi intorno al premier e all'esecutivo.
Continua ad andare bene il Partito democratico
che si piazza al primo posto con un aumento, rispetto a dicembre, di due punti
percentuali. Una crescita che permette al partito di Walter Veltroni di
superare Alleanza nazionale che scende dal 48% al 45%. Tre punti percentuali in
meno che collocano Gianfranco Fini e i suoi al secondo posto. Bene l'Udc di
Pierferdinando Casini. I centristi guadagnano un punto e raggiungono quota 40%
a pari merito con Forza Italia che recupera 4 punti. Ed è a questo punto che è
importante dire del Popolo della Libertà, il partito creato da Silvio
Berlusconi con l'ormai famoso annuncio sul predellino della macchina a piazza
del Duomo. Il clamore di quei giorni si è spento, gli elettori se ne sono
accorti e l'hanno punito facendogli perdere 5 punti percentuali (dal 35% al
30%).
Calo secco per alcuni partiti della sinistra radicale. A partire da La Sinistra-L'Arcobaleno (che raccoglie Sd, Rc, Verdi e Pdci) che perde 4 punti passando dal 20% al 16%. Male anche Sinistra Democratica (dal 14% all11%) che si piazza all'ultimo posto. Più contenuto il calo del Pdci e dei verdi (-1%), mentre Rifondazione comunista tiene. Un dato però salta agli occhi. Se si vede la data di inizio dei sondaggi (17/10/2006) i partiti della sinistra estrema registrano perdite che si aggirano intorno al 10%. Pur perdendo un punto il ministro dello sviluppo Pierluigi Bersani resta al primo posto. E' lui il più gradito del governo. Con il suo 58% si piazza davanti ad Antonio Di Pietro (anche lui in calo dal 56% al 54%). Terzo il titolare della Solidarietà Paolo Ferrero che sale dal 50% al 53%. E' la sua la migliore performance del mese, una crescita che premia la sue ultime prese di posizioni anche in materia di sicurezza sul lavoro. Stazionario il ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa (che però dall'inizio della legislatura ha perso il 32%). Chi invece va male è il ministro dell'Università Fabio Mussi. Una flessione del 4% che lo fa scendere al 19esimo posto. In calo anche il verde Alfondo Pecoraro Scanio (dal 47% al 45%) che probabilmente paga le polemiche legate all'emergenza rifiuti in Campania. Fanalino di coda il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi (22%). (La Repubblica.it) |
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