| SONDAGGIO: 38% APICOLTORI MEDITA DI ABBANDONARE MESTIERE |
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| 27/08/2008 | |
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27 ago. - Il 38% degli apicoltori medita di
abbandonare per sempre il proprio mestiere, perche', dicono,
"non ci consente piu' di sopravvivere". Sono i risultati del
sondaggio, rivolto a 200 apicoltori professionisti di tutta
Italia, promosso dalla 'Settimana del Miele' di Montalcino, uno
degli eventi piu' importanti del settore, che si svolgera' dal
12 al 14 settembre.
Nonostante ritengano ancora l'apicoltura "una passione
bellissima", gli intervistati concordano con l'affermare che
"non c'e' piu' alcun ritorno economico, a causa della tragica
moria delle api dovuta ai pesticidi, ai continui investimenti
necessari a sostituirle, alla produzione di miele quasi
azzerata a livello nazionale".
"Si tratta di un gravissimo segnale di allarme - afferma
Hubert Ciacci, presidente della 'Settimana del Miele' - non
solo perche' gli apicoltori avrebbero il diritto di svolgere il
proprio lavoro, come sancito dalla Costituzione. Ma anche
perche' rappresentano le 'sentinelle' delle nostre campagne,
tra i pochi che ancora vigilano regolarmente e con grande
attenzione nei territori silvestri e meno frequentati".
L'esodo
degli apicoltori, stima Ciacci, puo' comportare un danno
economico pari a 2,5 miliardi di euro.
Il principale fattore della crisi del settore e' la moria
che ha contribuito allo spopolamento del 40% degli alveari
italiani, con picchi fino al 50% in alcune regioni del Nord
come la Lombardia. A questo si aggiungono le recrudescenze
delle malattie tipiche della specie, come la varroa, e lo
stress dovuto ai cambiamenti climatici.
"Rimpiazzare una
singola famiglia di api - spiega Francesco Panella, presidente
dell'Unione Nazionale degli Apicoltori Italiani - costa
mediamente 100 euro, che, moltiplicati per 250 arnie fanno
25.000 euro, un enorme investimento che ultimamente viene
rinnovato ogni anno solo per riportare il numero delle api a
quello di partenza".
Di fronte a una situazione cosi' difficile, sottolinea
'Settimana del miele', il 10% degli apicoltori ha gia'
rinunciato. Si tratta soprattutto di hobbisti, per cui
l'apicoltura e' una passione o un secondo lavoro. Chi invece
svolge questo mestiere come occupazione principale ha compiuto
enormi investimenti economici e sta cercando di resistere, ma,
spiegano i professionisti che hanno partecipato al sondaggio,
non puo' andare avanti ancora per molto: se la crisi perdura,
anche gli apicoltori piu' tenaci saranno costretti ad
abbandonare per sempre il proprio mestiere. (Agi)
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