| SONDAGGIO:CRESCE DI 13 PUNTI LA FIDUCIA IN ALEMANNO SINDACO DI ROMA |
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| 06/06/2008 | |
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06 giu. - I romani mostrano una granitica fiduia nelle itituzioni, più alta di quella del resto d'Italia. Motra no un apprezzamento quasi unanime per lo stile con cui Napolitano svolge il ruolo di capo dello Stato, e aprono una "linea di credito" per l'operato di berlusconi e Alemanno.
Le domande dei rilevatori erano ispirate dagli avvenimenti e dalle celebrazioni dei giorni corsi, dalla festa della Repubblica al summit Fao, e dalle prime mosse del nuovo governo e della giunta capitolina. Ne sono emersi dati molto significativi: ad esempio che i romani concordano con la decisione del nostro esecutivo di non aver dialogato con Ahmadinejad in Italia in misura maggiore (68%) del resto dei connazionali (48%). Quanto all' "effetto 2 giugno", i cittadini di Roma condividono particolarmente lo spirito della Festa (88% contro l'83% del resto del Paese), mentre deprecano l'assenza di di rappresentanti della Lega all'evento (64% contro 53%). C'è poi da riflettere sull'adesione al monito di Napolitano sull'esempio che deve "deve venire dalle forze dirigenti del Paese per spezzare la spirale di violenza": il 92% dei romani si dicono d'accordo: un consenso superiore di quattro punti alla percentuale nazionale. E mentre il richiamo del capo dello stato sui valori della Costituzione trova riscontri quasi speculari (89% contro 90%), in un trend in crescita complessiva di circa 25 punti dall'inizio dell'anno a oggi. Popolarità meno marcata, ma comunque significativa per Silvio Berlusconi come presidente del consiglio (56% di romani gli accordano fiducia, un punto in più rispetto al campione nazionale), mentre il governo da lui guidato è valutato positivamente dal 55% degli abitanti della capitale (due punti in meno, curiosamente, del rilevamento nazionale). Fondamentale però è la scalata del cavaliere nella tendenza fidiciaria espressa dagli italiani nei suoi confronti: in quattro mesi (dal 4 febbraio scorso al 3 giugno) l'apprezzamento per Berlusconi è passato dal 35% al 55%, con un balzo in alto di 20 punti, mentre relativamente stabile, nello stesso periodo Walter Veltroni: dal 37% al 41% attuale. Il sorpasso tra i due, non casualmente è avvenuto nei giorni cruciali delle politiche di aprile. E venimo al rapporto fra i romani e il neosindaco Gianni Alemanno: i governati credono in lui (66%) in misura molto maggiore dei consensi espressi in suo favore (53,6%) al ballottaggio contro Rutelli, un'adesione quasi istintiva a chi - si ritiene - possa affrontare i temi più sentiti dalla popolazione, che restano (nell'ordine) il traffico, gli extracomunitari, la microcriminalità. Tre punti in meno di approvazione (63%) dei romani nei confronti della giunta del Campidoglio, che però, nell'opinione della città ha cominciato comunque bene il proprio lavoro (55%) mentre è ancora in fase di "studio" evidentemente, il rapporto fra i cittadini e il vicesindaco Mauro Cutrufo (50%).
Dati, complessivamente intesi, che raccontano di un rinnovato legame tra chi legifera e chi è chiamato al rispetto delle regole della civile convivenza: una sorta di riscatto della politica sul qualunquismo che aleggiava intorno alla fine della Seconda repubblica. (IlTempo)
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