| SONDAGGIO-CRISI: CONFESERCENTI-SWG, PER 60% ITALIANI SARA' LUNGA |
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| 26/11/2008 | |
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26 nov. - La crisi sara' lunga. E' quanto
emerge dal sondaggio promosso da Confesercenti e SWG presso
le famiglie italiane. Per oltre 14 milioni di famiglie (60%
del campione) la crisi durera' da un minimo di anno a due
anni e intanto secondo l'indagine 6 milioni di famiglie si
trovano con le tasche vuote alla terza settimana e altre 2
milioni arrivano solo a meta' mese.
Sulle prospettive, per ben 8,3 milioni di famiglie (il 34%
del campione considerato) la fase recessiva durera' da un
minimo di un anno fino a due anni.
Per altri 6 milioni invece
(il 26%) potrebbe superare anche la soglia dei due anni.
C'e'
poi un 12% che ritiene la crisi un problema di 6-12 mesi
mentre i piu' ottimisti (9%) la giudicano superabile entro i
sei mesi (un 19% non risponde).
Ma il termometro della crisi si rileva anche dal fatto che
ben il 58% degli intervistati teme che la situazione
economica peggiori nei prossimi 12 mesi. C'e' anche una
pattuglia di ottimisti - il 14% - che scommette su un
miglioramento, mentre per un altro 28% non cambiera' nulla.
''Ma soprattutto colpisce il fatto che rispetto al 2007
raddoppia (dal 16 al 32%) la percentuale di chi guarda con
maggiore preoccupazione alla situazione della sua famiglia.
Secondo Marco Venturi, presidente della Confesercenti ''la
netta percezione delle famiglie italiane sulla gravita' della
situazione richiama l'assoluta necessita' di interventi
immediati e forti. Non sprechiamo l'occasione del Natale per
sostenere i redditi bassi e la domanda interna.
Proprio il
Natale puo' essere invece il trampolino di lancio per
restituire fiducia all'economia ed alle famiglie e per
cominciare ad accorciare i tempi della crisi. Ecco perche',
secondo gli intervistati, vanno messe in campo al piu' presto
misure a sostegno delle pmi, cuore dell'economia italiana,
anche per impedire migliaia di chiusure e l'aumento della
disoccupazione. In questo senso rilanciamo la proposta della
moratoria degli studi di settore per le pmi''.
Se il 62% delle famiglie dichiara di
arrivare alla fine del mese con il proprio reddito, la terza
settimana diventa invece l'angoscioso capolinea per 6,3
milioni di famiglie (il 26%).
Mentre a meta' mese reddito
esaurito per altri 2,2 milioni di famiglie, vale a dire il 9%
de campione. ''Dati questi che testimoniano con evidenza le
difficolta' della situazione non solo economica ma anche
sociale del paese''.
Il disagio e' forte: se nel 2007 erano piu' di due terzi
gli italiani che affermavano di aver ridotto le spese nel
2008 si tocca una percentuale ancora piu' preoccupante, vale
a dire l'82% degli intervistati.
In testa alle rinunce
abbigliamento e calzature con un taglio rispetto al 2007 di
quattro punti in piu' (dal 48% al 52%).
Costanti i risparmi per beni domestici ed alimentari.
Si
cerca invece di conservare l'opportunita' di andare in
vacanza, magari piu' breve ed economica: i rinunciatari che
nel 2007 erano il 32%, scendono nel 2008 al 25%.
Le preoccupazioni per la crisi finiscono per far
attribuire responsabilita' tanto al Governo che
all'opposizione.
Il 74% del campione giudica ''poco'' o ''per
niente'' adeguati gli interventi del Governo per fronteggiare
la congiuntura negativa. Si contrappone un 22% di giudizi
positivi fra i quali quelli che promuovono l'Esecutivo a
pieni voti sono pero' solo il 2%.
Sguardi altrettanto severi verso
l'operato dell'opposizione: il 76% degli intervistati non lo
giudica positivamente, assoluzione invece dal 18%.
Ma in particolare e' sintomatico che coincidano per gli
schieramenti politici sia i giudizi piu' positivi (il 2% per
entrambi) sia quelli piu' negativi (il 32%).
''Dovrebbero far riflettere tutti e due gli schieramenti
le risposte che vengono date alla domanda sulle priorita' da
mettere in agenda. E' significativo che al primo posto delle
cose da fare subito vengano collocate misure a sostegno delle
pmi per evitare le chiusure di imprese e la perdita di posti
di lavoro. La pensa cosi' il 30% del campione''.
Al secondo posto la richiesta di detassare le tredicesime
(22%) come da tempo chiedono al Governo le associazioni delle
pmi e i sindacati. Seguono a ruota la riduzione degli
interessi per i mutui e il taglio delle tasse per le famiglie
numerose (14%).
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