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Ultimo aggiornamento: 10.01.2009 ore 01:00
SONDAGGIO-CRISI: CONFESERCENTI-SWG, PER 60% ITALIANI SARA' LUNGA Stampa E-mail
26/11/2008
26 nov. - La crisi sara' lunga. E' quanto emerge dal sondaggio promosso da Confesercenti e SWG presso le famiglie italiane. Per oltre 14 milioni di famiglie (60% del campione) la crisi durera' da un minimo di anno a due anni e intanto secondo l'indagine 6 milioni di famiglie si trovano con le tasche vuote alla terza settimana e altre 2 milioni arrivano solo a meta' mese.
soldi_04_280x200.jpg Sulle prospettive, per ben 8,3 milioni di famiglie (il 34% del campione considerato) la fase recessiva durera' da un minimo di un anno fino a due anni.
Per altri 6 milioni invece (il 26%) potrebbe superare anche la soglia dei due anni.
C'e' poi un 12% che ritiene la crisi un problema di 6-12 mesi mentre i piu' ottimisti (9%) la giudicano superabile entro i sei mesi (un 19% non risponde).
Ma il termometro della crisi si rileva anche dal fatto che ben il 58% degli intervistati teme che la situazione economica peggiori nei prossimi 12 mesi. C'e' anche una pattuglia di ottimisti - il 14% - che scommette su un miglioramento, mentre per un altro 28% non cambiera' nulla.
''Ma soprattutto colpisce il fatto che rispetto al 2007 raddoppia (dal 16 al 32%) la percentuale di chi guarda con maggiore preoccupazione alla situazione della sua famiglia. Secondo Marco Venturi, presidente della Confesercenti ''la netta percezione delle famiglie italiane sulla gravita' della situazione richiama l'assoluta necessita' di interventi immediati e forti. Non sprechiamo l'occasione del Natale per sostenere i redditi bassi e la domanda interna.
Proprio il Natale puo' essere invece il trampolino di lancio per restituire fiducia all'economia ed alle famiglie e per cominciare ad accorciare i tempi della crisi. Ecco perche', secondo gli intervistati, vanno messe in campo al piu' presto misure a sostegno delle pmi, cuore dell'economia italiana, anche per impedire migliaia di chiusure e l'aumento della disoccupazione. In questo senso rilanciamo la proposta della moratoria degli studi di settore per le pmi''.
Se il 62% delle famiglie dichiara di arrivare alla fine del mese con il proprio reddito, la terza settimana diventa invece l'angoscioso capolinea per 6,3 milioni di famiglie (il 26%).
Mentre a meta' mese reddito esaurito per altri 2,2 milioni di famiglie, vale a dire il 9% de campione. ''Dati questi che testimoniano con evidenza le difficolta' della situazione non solo economica ma anche sociale del paese''.
Il disagio e' forte: se nel 2007 erano piu' di due terzi gli italiani che affermavano di aver ridotto le spese nel 2008 si tocca una percentuale ancora piu' preoccupante, vale a dire l'82% degli intervistati.
In testa alle rinunce abbigliamento e calzature con un taglio rispetto al 2007 di quattro punti in piu' (dal 48% al 52%). Costanti i risparmi per beni domestici ed alimentari.
Si cerca invece di conservare l'opportunita' di andare in vacanza, magari piu' breve ed economica: i rinunciatari che nel 2007 erano il 32%, scendono nel 2008 al 25%. Le preoccupazioni per la crisi finiscono per far attribuire responsabilita' tanto al Governo che all'opposizione.
Il 74% del campione giudica ''poco'' o ''per niente'' adeguati gli interventi del Governo per fronteggiare la congiuntura negativa. Si contrappone un 22% di giudizi positivi fra i quali quelli che promuovono l'Esecutivo a pieni voti sono pero' solo il 2%.
Sguardi altrettanto severi verso l'operato dell'opposizione: il 76% degli intervistati non lo giudica positivamente, assoluzione invece dal 18%. Ma in particolare e' sintomatico che coincidano per gli schieramenti politici sia i giudizi piu' positivi (il 2% per entrambi) sia quelli piu' negativi (il 32%). ''Dovrebbero far riflettere tutti e due gli schieramenti le risposte che vengono date alla domanda sulle priorita' da mettere in agenda. E' significativo che al primo posto delle cose da fare subito vengano collocate misure a sostegno delle pmi per evitare le chiusure di imprese e la perdita di posti di lavoro. La pensa cosi' il 30% del campione''.
Al secondo posto la richiesta di detassare le tredicesime (22%) come da tempo chiedono al Governo le associazioni delle pmi e i sindacati. Seguono a ruota la riduzione degli interessi per i mutui e il taglio delle tasse per le famiglie numerose (14%).
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