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Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 20.07.2008 ore 07:27
SONDAGGIO DEMOS: 5 PUNTI LA DISTANZA TRA PDL E PD. INDECISI OLTRE IL 30% Stampa E-mail
13/03/2008
13 Mar. - Stando a quanto pubblicato su Repubblica che riporta i dati del sondaggio di Demos, si è riequilibrato, nel corso delle ultime settimane, il rapporto tra i due maggiori partiti e le altre fornazioni in corsa per le elezioni del 13 e 14 aprile.

waltersilvio280x200.jpgPd e Pdl mostrano una lieve flessione, mentre crescono sia gli alleati sia i partiti esterni ai due principali blocchi.

Si allarga leggermente lo scarto in favore della coalizione berlusconiana, che oggi supera i sei punti e mezzo, ma gli incerti comprendono ancora oltre un terzo dell'elettorato.

Il distacco fra la coalizione guidata da Berlusconi e quella guidata da Veltroni è lievemente cresciuto rispetto alla rilevazione del 18-20 febbraio. Per ora, tuttavia, la variazione assume dimensioni statisticamente trascurabili.

Lo scarto, intorno ai sei punti e mezzo, varia però sensibilmente nelle diverse aree territoriali.

Si ripropone, di fatto, lo schema di competizione già visto alle precedenti tornate.

Il vantaggio della coalizione che fa capo al Pdl resta molto forte nelle regioni del Nord, mentre nelle tradizionali aree rosse i rapporti di forza si rovesciano a favore del Pd. Più competitiva appare la situazione nel Mezzogiorno (soprattutto in alcune regioni), per quanto la coalizione guidata da Berlusconi goda ancora di un significativo vantaggio.

Se nelle ultime due settimane non si sono registrati movimenti rilevanti negli orientamenti di voto, si possono però cogliere alcuni effetti della campagna elettorale. La tendenza alla concentrazione dei consensi sui due partiti maggiori resta forte, ma deve fare i conti con le polemiche e le critiche concentriche degli altri soggetti politici, che denunciano sistematicamente il duopolio e cercano di orientare il malcontento e la disaffezione diffusa contro le possibili alleanze fra Berlusconi e Veltroni.

Pd (34%) e Pdl (39%) arretrano, ciascuno, di circa un punto. L'Unione di centro non riesce, per ora, a coagulare i consensi destinati, in precedenza, a Udc e Rosa Bianca (e rimane al 6%). Mentre, "sulle ali", guadagnano consensi la Sinistra Arcobaleno (6,2%) e La Destra (1,9%). A crescere sono però soprattutto i partner delle due formazioni maggiori: Italia dei Valori, oggi al 4,5%; e, in modo speculare, la Lega Nord, al 5.5%.

Ad un mese dal voto, continua a riscontrarsi una vasta area di incertezza nelle scelte di voto, manifestata anche da intervistati che esprimono comunque un orientamento preferenziale per un partito, o almeno per una coalizione. Segnalano esitazioni e difficoltà nella scelta soprattutto alcuni settori sociali: i lavoratori autonomi, i disoccupati, le donne (e in particolare le casalinghe), i cattolici praticanti, i residenti nelle regioni meridionali e, in generale, gli intervistati meno istruiti.

Si registra, poi, una incertezza più elevata tra gli elettori che si collocano politicamente al centro o che non sanno (o non vogliono) definire un proprio orientamento sulla dimensione destra/sinistra.

Nel frattempo, Veltroni conferma il proprio appeal personale: seppure in lieve arretramento, il leader del Pd conserva la maggioranza assoluta dei consensi (51%), restando in vetta tra i politici più apprezzati. Fini, in calo al 48%, e Berlusconi, al 41%, si collocano rispettivamente al secondo e al terzo posto.

Al leader centrista, Casini, va invece il 40% degli apprezzamenti. Nel testa a testa fra i due principali contendenti per la poltrona di Palazzo Chigi, infine, Veltroni supera di misura Berlusconi: 36% a 32% l'esito del test "presidenziale" proposto dal sondaggio (ma va notato che il 23% delle persone interpellate boccia entrambi i candidati).

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