| SONDAGGIO/FAMIGLIA CRISTIANA: I CREDENTI DIVISI TRA VALTER E SILVIO. |
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| 19/02/2008 | |
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19 Feb. - Riprendiamo dalla pagine del Corriere della Sera un sondaggio che domani apparirà su Famiglia Cristiana che dimostra, una volta di più, come il mondo cattolico sia variegato, diviso, talvolta spaccato, un pianeta segmentato in più gruppi.
Strani personaggi, i cattolici. O forse no: forse sono strani quelli che ad ogni appuntamento elettorale s'interrogano sui credenti come si trattasse di marziani, un mondo a parte da conquistare o rappresentare col bollino. E invece no: "Considerare il voto cattolico come esclusiva appartenenza a singoli partiti è l'eredità di un passato che oggi è praticamente inconcepibile" spiega Beppe Del Colle nell'editoriale di Famiglia Cristiana. Il settimanale esce domani con un sondaggio che dimostra una volta di più come il mondo cattolico sia variegato, diviso, talvolta spaccato. "Siamo di fronte ad un pianeta segmentato in più gruppi: ci sono i cattolici militanti che vorrebbero una politica molto più rispettosa dei dettami della Chiesa, ma ci sono anche molti italiani che si considerano a pieno titolo cattolici -anche praticanti- e hanno ormai una visione laica dei rapporti tra Stato e Chiesa", scrive Alessandro Amadori, direttore di Coesis research, la società che ha condotto la ricerca. Nessun approccio ideologico. Alla domanda "chi rappresenta meglio i voti cattolici?" il centrodestra (33%, il 39 tra i "praticanti") prevale nettamente sul centrosinistra (12) ma la maggior parte, il 41%, risponde "è indifferente". Il che non significa un'opzione per il "centro", anche se la nascita della Rosa bianca è giudicata "un'iniziativa positiva" dal 27%. Tra gli elettori cattolici si tende infatti alla semplificazione e per lo più alle due formazioni principali: la maggior parte avrebbe desiderato si presentassero senza alleati sia il Pd (53% contro 24, il resto è "non so") sia la sola Forza Italia (41 contro 24). E tra i leader che si vorrebbero come Presidente del Consiglio prevale Veltroni (24%), seguito da Berlusconi (18) e Fini (11). A distanza chiudono Casini con il 15 e Bertinotti con il 3. Ancora più interessante è l'elenco delle "priorità" (ciascuno dei 505 intervistati poteva elencarne fino a quattro) che il governo dovrebbe affrontare nei primi 100 giorni: "aumentare i salari" (75%), "ridurre il numero dei parlamentari" (50), "ridurre le tasse per le famiglie con i figli" (44) e "intervenire per frenare l'aumento di prezzi e tariffe" (42) guidano la lista. Vengono confinate agli ultimi tre posti la revisione della 194 (7%), una legge più severa sulla droga (5) e la legge sulle coppie di fatto (3). Insomma, ce n'è per tutti i gusti. Per dire: un cattolico può votare una coalizione con i radicali? il 40% risponde sì, il 35 no. La Chiesa interviene troppo sui temi politici? Il 48% dice no (con una prevalenza dei "praticanti") ma il 41% risponde sì (con una prevalenza di chi si dice "solo credente"). Peraltro il 58% ritiene "opportuno" che la Cei promuova un documento sui valori a beneficio della politica. Morale? "La Democrazia cristiana è morta da un pezzo", scrive Beppe Del Colle. "E del resto, nemmeno quando era il più forte partito italiano raccoglieva il consenso elettorale di tutti i cattolici". (Corriere della Sera - Gian Guido Vecchi) |
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