| Sondaggio Ispo: il partito di Berlusconi al 30% è il primo partito italiano |
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| 22/11/2007 | |
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22 nov. - Corriere della Sera ha pubblicato oggi un sondaggio realizzato da Ispo di Renato Manheimer che in sintesi da il nuovo partito di Berluscono tra il 29,5% e il 30,5% e il Pd tra il 27% e il 28%. Aumenta il Centrodestra di un punto e migliorano i dati del governo.
Più della metà dell'elettorato del centrodestra giudica il Partito del popolo un'iniziativa utile. L'approvazione trova significative accentuazioni nei grandi comuni del Sud e tra le casalinghe: entrambe
categorie che costituiscono, com'è noto, bacini tradizionalmente favorevoli al Cavaliere. C'è dunque per la nuova forza politica un mercato potenziale piuttosto ampio. Le intenzioni di voto vedono un miglioramento del centrodestra e, in particolare, del partito di Berlusconi, che si posiziona nuovamente come prima forza politica italiana. A scapito in qualche misura dei suoi alleati ma, specialmente, grazie all'apporto di chi in precedenza era indeciso. Nella maggioranza si verifica una conseguente erosione dei voti virtuali per il Pd. Ancora, il centrosinistra pare risentire non sempre positivamente dello spezzettamento in corso al suo interno e del sorgere di diverse nuove piccole forze politiche.
Questa recente evoluzione dello scenario ha avuto come effetto immediato una più accentuata polarizzazione delle posizioni riguardo al governo. Da un verso, anche a seguito della presentazione del pacchetto sicurezza e dell'approvazione della Finanziaria, l'esecutivo è apparso in qualche misura rafforzato: di qui l'incremento, rispetto a qualche settimana fa, di chi auspica il suo proseguimento. Dall'altro, l'ampliamento dell'elettorato virtuale per il centrodestra ha comportato anche un sia pur contenuto allargamento di chi desidera le dimissioni di Prodi e l'indizione di nuove elezioni. Insomma, la reazione «a caldo » alla nascita del Partito del popolo, così come lo fu quella successiva alla formazione del Pd, ha visto il sorgere di entusiasmo e aspettative.
Ma, nel medio periodo, ciò che conterà, sia per il Pd, sia per la nuova formazione di Berlusconi, sono i contenuti programmatici, vale a dire le proposte concrete sui temi che più stanno a cuore ai cittadini, come il fisco, la sicurezza, l'occupazione. Solo questi ultimi potranno infatti dare maggiore o minore solidità al successo che, in entrambi i casi, l'«effetto annuncio» ha provocato nel brevissimo periodo. Corriere.it
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