| Sondaggio: solo 1 italiano su 4 sa cucinare e non è una questione di sesso |
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| 14/11/2007 | |
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14 nov. - Italiani popolo di poeti, santi,
navigatori... ma non certo di cuochi, solo 1 su 4 sa cucinare. Certo, l'Italia possiede
in tutto il mondo la nomea di Paese dalla cucina ricca,
prelibata e inarrivabile, mentre la dieta mediterranea continua
a raccogliere proseliti tra i palati di mezzo mondo, ma anche
tra schiere di medici e dietologi.
Eppure, a ben guardare, solo
un italiano su 4 (il 24%) ammette di saper cucinare un menu
completo, dall'antipasto al dolce.
Una percentuale, questa, che
diminuisce drasticamente tra gli under 35 (11%).
Gli unici
piatti a prova di bomba, cioe' alla portata anche dei piu'
negati? Spaghetti aglio e olio e ciambellone con miscela
pronta. Insomma, anche l'antica tradizione culinaria che ci
rende celebri in tutto il mondo, sembra stia scomparendo.
E in
questo senso il sesso non costituisce distinzione, anzi.
E'
cresciuto negli ultimi anni il numero degli uomini che sa
almeno cuocersi il classico uovo al tegamino: il 58% rispetto
al 76% di donne.
A lanciare l'allarme e' una ricerca effettuata da Sitcom
Editore (ramo editoriale del gruppo televisivo Sitcom) su un
campione di 560 tra uomini e donne di eta' compresa tra i 18 e
i 65 anni.
Non
siamo comunque all'anno zero culinario. Il 67% del campione
intervistato infatti riconosce di saper preparare almeno
qualche ricetta, meglio se questa non prevede una preparazione
complessa.
Il 65% ad esempio riconosce di saper cuocere un bel
piatto di pasta: al bando pero' la preparazione dei sughi, dal
ragu' e salse come il pesto o quella di noci, molto meglio un
sugo pronto o un prodotto surgelato.
In alternativa, viene in
aiuto dei piu' affamati la ricca pasta alla carbonara. Resta il
fatto pero' che i mitici e gustosissimi sughi della mamma
nessuno riesce piu' a riproporli: troppo difficili e
soprattutto, specie se si cucina poco, difficile da ricordare
la ricetta.
I piu' difficili da preparare sono pero' i secondi,
per il campione intervistato (ad esclusione della fettina ai
ferri, meglio se di pollo o di tacchino o del semplice
hamburger): perche' si sbaglia facilmente la cottura e perche'
prevede tempi di preparazione piu' lunghi. Solo il 23% degli
intervistati dichiara di cimentarvisi almeno un paio di volte
alla settimana. Non basta. I veri dolci sono utopia per il 66%
del campione.
Si salva al massimo il classico tiramisu' che non
necessita di una cottura
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