| SONDAGGIO: TERMOVALORIZZATORI, PER IL 48% SONO LA MIGLIOR SOLUZIONE |
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| 27/06/2008 | |
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27 giu. - Gli italiani dicono si' alla
realizzazione di termovalorizzatori, inceneritori e discariche
purché si facciano a casa d'altri, ovvero a distanza di
"sicurezza" dalle proprie abitazioni. Soprattutto le
discariche, spesso contestate, dovrebbero essere collocate
almeno a 46 chilometri dalla propria casa secondo la media
delle risposte date ad un sondaggio Confesercenti-Publica Res.
Chilometri che diventano 44 invece per gli inceneritori e si
riducono a soli 32,8 per i termovalorizzatori.
C'è anche una piccola minoranza che sarebbe disponibile a
guardare dalla propria finestra termovalorizzatori o
discariche.
Il 4% degli intervistati, infatti, accetterebbe i
primi anche a meno di un chilometro, mentre solo l'1%
tollererebbe una discarica. All'opposto il 12% non vorrebbe
termovalorizzatori a meno di 100 chilometri da casa sua.
Percentuale che sale al 22% nel caso di una discarica.
Proprio i termovalorizzatori sembrano essere, secondo gli
intervistati, la migliore soluzione da adottare: lo sostiene il
48%, mentre un 10% propende per gli inceneritori e solo un
misero 6% opta per le discariche. Mentre un altro 22% afferma
che questi sistemi debbano essere usati tutti insieme.
Ma esiste un "rischio Napoli" anche per
altre citta'? Si', secondo la maggior parte degli intervistati.
Per il 70% di essi, infatti, quello che e' avvenuto nella
citta' campana, dopo mesi di gestione inefficace, potrebbe
accadere anche nella propria citta' di residenza. Resta un 29%
che invece esclude un'eventualita' di tale genere.
Vanno invece
meglio le cose per quanto riguarda lo smaltimento attuale dei
rifiuti da parte dei Comuni che in media ottengono dagli
italiani un voto di piena sufficienza: 6,5. Infatti il 58% del
campione promuove a pieni voti la propria amministrazione
comunale con un 20% che da un bel 8, il 10% si spinge fino al
9, l'11% arriva ad un rotondo 10.
Bene anche la propensione
alla raccolta differenziata, anche se coloro che non la
praticano, esprimono opinioni assai diverse: per un 29% i
cassonetti sono troppi distanti dalla propria abitazione. Un
20% invece e' scettico: sono convinti che i rifiuti dopo la
raccolta vengono rimischiati. E c'e' un 9% che dichiara
candidamente di non essere proprio interessato.
Secondo la
Confesercenti " c'è saggezza e buona volonta' nelle risposte
date al sondaggio, specie quando viene segnalata l'esigenza di
intervenire con un'urgenza e con una pluralita' di strumenti
per risolvere la questione rifiuti. La priorita' rimane
comunque l'emergenza di Napoli. Si deve agire con immediatezza
e determinazione contro la criminalita'. Inoltre dobbiamo
convincere i cittadini a collaborare per ripristinare la
normalita'. Al Governo chiediamo di fare presto, di usare tutta
la sua autorevolezza per definire una precisa strategia
nazionale sulla questione rifiuti e per fare un'opera di
convincimento e debellare rapidamente ogni ostacolo criminale
che tiene in ostaggio la capitale del Mezzogiorno". (Agi)
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