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Ultimo aggiornamento: 03.12.2008 ore 19:57
STUDIO - PROTOCOLLO KYOTO: MISURE UE PREVEDONO ESBORSI PER 70 MILIARDI Stampa E-mail
11/07/2008
11 lug. - Il pacchetto delle misure proposte dall'Unione Europea nell'ambito del protocollo di Kyoto sul fronte energetico e climatico, ''generera' alti costi che penalizzeranno la competitivita' dell'industria italiana, soprattutto le utility e le altre industrie energivore''.
kyoto_280x200.jpgE' quanto sostiene uno studio condotto dalla societa' di consulenza A.T. Kearney, che stima in 70 miliardi di euro i costi addizionali previsti per le utilities e per le industrie energivore italiane a causa dei certificati per il controllo delle emissioni di anidride carbonica. Una maggiore spesa, avverte lo studio, che finira' con l'avere ricadute ''su tutte le categorie di consumatori''.
Le imprese di settore, si legge nel rapporto, ''dovranno affrontare un esborso di 70 miliardi di euro di costi addizionali in 8 anni dal 2013 al 2020, crescenti da 7 a oltre 10 miliardi di euro all'anno nel periodo''.
Sebbene gli obblighi sul fronte della riduzione delle emissioni siano ''necessari per far fronte ai cambiamenti climatici'', c'e' il rischio di avere effetti economici pesanti, ''a meno che non vengano messe in atto adeguate esenzioni o non vengano imposte misure sulle importazioni da paesi'' che non hanno sottoscritto il protocollo di Kyoto.
Particolarmente critica si presenta la situazione dell'Italia, con consumi di energia che crescono piu' della media europea ed emissioni di CO2 che aumentano invece di diminuire.
In base alla ricerca, dei 70 miliardi che utilities e imprese potrebbero dover sborsare, ''il 24% ricadra' direttamente sulle aziende energivore e il 76% sui generatori di elettricita' e quindi su tutte le categorie di consumatori''. Oltre alle utility, a risentire maggiormente degli effetti previsti dalle misure europee, saranno raffinerie e acciaierie. In generale, ''si prevede un incremento di costi produzione fino al 10%, con forte impatto sulla profittabilita', oltre il 60% di riduzione EBIT''. (Ansa).
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