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Ultimo aggiornamento: 07.09.2008 ore 02:00
STUDIO - SALARI: LE FAMIGLIE NE SPENDONO IL 68,4%, I PENSIONATI OLTRE IL 105% Stampa E-mail
15/06/2008
15 giu. - E' sempre piu' '"allarme rosso" per l'economia familiare. Lo rileva uno studio sull'andamento congiunturale delle spese degli italiani dell'Iper-Ugl, il centro studi dell'Unione generale del lavoro, guidata da Renata Polverini. "La propensione al consumo dell'intera platea delle famiglie italiane (oltre 23 milioni e mezzo) e' in media del 68,4%. Nel caso di famiglie composte di due pensionati che vivono in affitto la propensione al consumo sale al 105,8%.
denaro_280x200.jpgConseguenza di cio' e' che questo tipo di famiglia sara' costretta a ricorrere ad altre forme di sostegno economico, ulteriori rispetto alla pensione.
Per pagare l'affitto e per sostenere il proprio livello di consumi, diventa quindi una tappa obbligata il ricorso al risparmio (laddove si e' accumulato in passato) o al sostegno sociale (attraverso la rete dei comuni) e dei familiari".
La ricerca sottolinea come il problema finanziario 'pesi' sui minori. "I piu' a rischio sembrano essere quelli che vivono in famiglie con entrambi i coniugi lavoratori, ma i cui bassi livelli di reddito non costituiscono una garanzia di benessere.
Se si considerano le famiglie numerose la percentuale di minori a rischio poverta' sale infatti al 35%, per arrivare al 40% in caso di famiglie monoparentali".
L'investimento in spesa sociale, ricorda l'Iper-Ugl, "colloca l'Italia al di sotto della media europea con un 10% scarso del Pil. Sono infine 900.000 i giovani che abbandonano prematuramente gli studi per far fronte alle difficolta' economiche.
In un contesto di generale difficolta', una percentuale sensibile di famiglie sta vivendo con particolare apprensione la forte tensione sui mercati finanziari".
L'aumento del costo del denaro da parte della Banca centrale europea - e' possibile un ulteriore aumento dei tassi a luglio -, deciso per fronteggiare la pressione inflativa, ha pero' come conseguenza un aggravio soprattutto per i mutui a tasso variabile.
"Sono circa 420mila le famiglie esposte ad un aumento della rata del mutuo, con ben 110mila nuclei familiari addirittura a rischio insolvenza.
I mutui sono una delle voci principali nelle uscite di una famiglia, oltre che una delle spese che maggiormente hanno risentito di un forte rincaro, trainato dalla corsa al rialzo dell'Euribor e in misura minore dalla crescita del costo del denaro registrata negli ultimi anni.
Un mutuo standard a tasso variabile (150mila euro in 30 anni) sottoscritto nel dicembre del 2005 puo' registrare un aumento della rata di 200 euro".
Pur se il momento difficile e' generalizzato, non tutte le famiglie italiane,pero', risentono della crisi economica allo stesso modo. Per Istituto per le ricerche economiche e sociali dell'Ugl si evidenzia come "l'impatto del carovita e di altri fattori possa essere fortemente discriminante per le famiglie del sud, soprattutto per quanto attiene i servizi finanziari ed assicurativi.
Prendiamo, ad esempio, una famiglia il cui capofamiglia e' un trentenne, dipendente a tempo indeterminato. Stessa tipologia abitativa e medesimo mutuo richiesto a coprire il 50% della spesa preventivata; l'unica differenza e' nella provincia di residenza: Mantova e Catania.
Ebbene, per un mutuo trentennale da 100mila a tasso fisso, nella citta' etnea si arrivano a spendere complessivamente 5.578,4 euro in piu' rispetto alla localita' lombarda, cioe' a dire 185,9 euro in piu' su base annua.
Differenze ancora maggiormente marcate per quanto riguarda l'assicurazione per la responsabilita' civile per l'auto. Anche in questo caso la simulazione e' sullo stesso tipo di utilitaria (una Fiat Grande Punto, 1.3 diesel, 3 porte); cambia solo la provincia di residenza.
Volendo assicurare on line la propria autovettura, aggiunge la ricerca, un quarantenne residente a Vicenza spendera' 513,20 euro, meno di un terzo di un foggiano, al quale l'assicurazione costera' 1.542,11 euro". (Agi)
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