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Ultimo aggiornamento: 10.01.2009 ore 01:00
STUDIO: SIGARETTE AL MENTOLO PER CONQUISTARE I TEENAGER Stampa E-mail
21/07/2008
21 lug. - Sono “prede facili” perchè si lasciano spesso attrarre da cose o comportamenti pericolosi, per questo i teenager sono entrati nelle mire delle industrie del tabacco che adottano strategie per far breccia in nuove categorie di consumatori e ampliare i propri mercati. 
sigarettementolo280x200.jpgIn quest’ottica, le sigarette al mentolo appaiono come un’esca, efficace, per gli adolescenti.
Secondo un’indagine della Harvard School of Public Health (HSPH) di Boston, per reclutare nuovi giovanissimi consumatori le compagnie produttrici di tabacco giocano sui livelli di additivi come il mentolo per mascherare il sapore aspro e l’odore sgradevole del fumo, vendendo un prodotto che comunque contiene un’effettiva dose di nicotina.
Così come le grandi industrie di alcolici hanno ideato le bevande da “iniziazione”, dolci e gradevoli al palato, in cui sono già presenti più o meno piccole quantità di vodka o rum.
LO STUDIO - Gli studiosi del Centro di ricerca per il controllo del tabacco della HSPH, guidati da Jennifer Kreslake, hanno analizzato i documenti interni delle industrie del tabacco sullo sviluppo delle sigarette al mentolo e eseguito test di laboratorio per misurare la quantità contenuta nei vari marchi statunitensi. Inoltre hanno esaminato le ricerche di mercato su questi prodotti, che giungevano a un’importante conclusione: sviluppare le bionde al gusto di menta avrebbe potuto far aumentare le vendite. Quelle con alti livelli di mentolo, infatti, piacciono ai fumatori di lunga data, i consumatori incalliti. Mentre le sigarette con un sapore di menta più attenuato sono di particolare gradimento ai giovani. E il successo fra i ragazzi è dimostrato dal National Survey on Drug Use and Health (un rilevamento nazionale sull’uso di droghe e sulla salute) del 2006: il 43,8 per cento dei fumatori fra i 12 e i 17 anni usa sigarette al mentolo, così come il 35,6 per cento dei consumatori fra i 18 e i 24, mentre le fuma solo il 30,6 per cento degli adulti sopra i 35 anni.
IL TRUCCO DELLE “LIGHT” - Secondo gli autori dello studio, che sarà pubblicato sull'American Journal of Public Health, le compagnie produttrici di tabacco nel tempo hanno ideato molti “trucchi” per contrastare la lotta al fumo mossa loro dai governi di vari paesi a colpi di campagne di sensibilizzazione e divieti di fumo nei locali pubblici. Ne sono un esempio le sigarette leggere, le “light”, che non sono però né meno pesanti nè meno dannose per la salute delle altre. Anzi, rappresentano un pericolo maggiore e sono causa di forme di tumore al polmone più aggressive e letali perché il fumatore tende ad aspirare più profondamente, coinvolgendo la zona bronchiale, ovvero quella più profonda e delicata.
IN ITALIA VA DI MODA IL TABACCO SFUSO - A proposito di strategie di mercato, racconta Roberta Pacifici, dirigente dell’Osservatorio su fumo alcol e droga dell’Istituto superiore di sanità: «Diversi anni fa, in Italia, c’era stato il boom delle sigarette sottili, mirate soprattutto al pubblico femminile. Come, in buona parte, anche quelle al mentolo, grazie al sapore meno acre, che nel nostro Paese però non hanno avuto un gran successo. E ora sono un exploit superato». Le statistiche nostrane, però, hanno messo in luce negli ultimi anni una nuova moda, quella dei cosiddetti “trinciati”, le confezioni di tabacco sfuso. «C’è stato un vero e proprio balzo nel consumo fra i giovani nell’ultimo anno – prosegue Pacifici - . Sicuramente il primo motivo è quello economico, perché farsi le sigarette da sé costa meno. Ma è anche una questione di “tendenza”, a cui, si sa, i ragazzi sono più sensibili».
NUOVI MERCATI - Anche l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel suo ultimo rapporto sull’epidemiologia mondiale del tabacco si è scagliata contro le industrie, colpevoli di pianificare e aprire nuovi mercati nei Paesi in via di sviluppo, dove potrebbero verificarsi circa l'80 per cento degli 8 milioni di decessi annui per fumo previsti nel 2030. Secondo l'Oms, questo fenomeno è dovuto alla strategia dell'industria del tabacco che prende di mira i giovani di quei Paesi, per renderli dipendenti. Il consumo di tabacco, rammentano gli esperti, è causa non soltanto dei tumori polmonari, ma anche di neoplasie che colpiscono l’esofago, la laringe, le corde vocali, la bocca, la vescica, il pancreas, il rene, lo stomaco e il sangue. (da corriere.it).
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