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Ultimo aggiornamento: 10.01.2009 ore 01:00
SUDAFRICA: MBEKI SI DIMETTE E SI PENSA A ZUMA COME NUOVO PRESIDENTE Stampa E-mail
21/09/2008
22 set. - All'indomani della sfiducia sancita nei suoi confronti dall'African National Congress (Anc), il partito che rappresenta la stragrande maggioranza della popolazione, il presidente sudafricano Thabo Mbeki, 66 anni, l'erede di Nelson Mandela in carica dal 1999, ha annunciato oggi le sue dimissioni, aprendo per il suo paese un periodo di turbolenze senza precedenti dalla caduta dell'apartheid.
thabo mbeki280x200.jpgIn una lettera alla presidente del parlamento, Mbeki ha ricordato di essere stato un ''membro leale'' dell'Anc per 52 anni. ''Io resto un membro dell'Anc ed e' per questo che rispetto la sua decisione'', ha sottolineato nella lettera di dimissioni.
Mbeki - che ha fatto il suo annuncio in un intervento radiotelevisivo - ha al tempo negato di aver condizionato la giustizia del suo paese al fine di danneggiare la probabile elezione nelle prossime presidenziali del suo rivale Jacob Zuma, indagato per corruzione. Ma la grave crisi politica nella giovane democrazia sudafricana, che ha appena 14 anni, e' ormai evidente.
Thabo Mbeki paga l'impopolarita' crescente, e - soprattutto - il forte sospetto di aver tentato di condizionare la giustizia mirando a bloccare la scontata elezione nelle prossime elezioni presidenziali del suo arcirivale Jacob Zuma, presidente dell'Anc, accusato di corruzione. La corte che doveva giudicarlo nei giorni scorsi lo ha prosciolto per vizio di forma, dichiarando inoltre - ed e' stata la campana a morte per la presidenza Mbeki - che la politica aveva tentato di condizionare l'azione giudiziaria.
In tempi brevi sara' nominato un presidente ad interim, quasi certamente la presidente del parlamento Mbeleta Mbete, esponente vicina a Zuma; mentre - salvo colpi di scena - il governo nella sua sostanziale interezza restera' in carica, in particolare l'apprezzato ministro delle Finanze Trevor Manuel, una garanzia per i mercati internazionali.
Si cerchera' cosi' di minimizzare gli inevitabili contraccolpi politici ed economici. Il mandato di Mbeki (il secondo e quindi non piu' costituzionalmente rinnovabile) si sarebbe dovuto concludere il prossimo aprile e per maggio erano previste le elezioni politiche, che ora probabilmente verranno anticipate.
Sara' poi il Parlamento ad eleggere il nuovo presidente della Repubblica, secondo ogni evidenza Zuma, leader dell'Anc (alla fine del 2007 nell'assise del partito sconfisse duramente Mbeki) ed in quanto tale candidato naturale alla massima carica dello Stato, e - tranne incidenti giudiziari, poiche' i sospetti di corruzione restano - di fatto certo di una vittoria a valanga.
Mbeki e Zuma sono completamente diversi. Il primo e' freddo, poco comunicativo, amato solo dalle classi medio-alte (e rassicurante per la finanza internazionale: ha consentito una importante crescita economica del Paese). Ha pero' scarsissimo seguito popolare, e' accusato di essere autocratico e altezzoso e di non aver saputo evitare l'impoverimento del Sudafrica e la crescita esponenziale della sieropositivita'. Zuma, 66 anni, grande e grosso, popolare e populista, della fiera etnia zulu - non esita a danzare coperto dal solo gonnellino di leopardo che indossano i capi zulu -, e' eroe della lotta all'apartheid (una decina di anni di galera, mentre Mbeki faceva politica all'estero), amatissimo, con enorme seguito soprattutto fra le masse diseredate, oltre a godere dell'appoggio pieno della sinistra del partito (ma non solo: in molti non ne potevano piu' di Mbeki) e dei sindacati.
Fa paura alla finanza internazionale, ma non a caso ultimamente si e' circondato di consiglieri provenienti dal mondo degli affari e molto introdotti all'estero negli ambienti economici che contano. Zuma ha avuto almeno quattro mogli ufficiali ed una quindicina di figli. Qualche anno fa fu accusato di aver abusato di una donna amica di famiglia e sieropositiva, con cui fece sesso non protetto. Assolto dall'accusa di stupro, preciso' che comunque aveva evitato il contagio poiche' dopo il rapporto si era fatto la doccia. Lo scandalo nel Paese con il piu' alto numero di sieropositivi al mondo fu enorme. (Ansa).
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