| SUDAFRICA: MBEKI SI DIMETTE E SI PENSA A ZUMA COME NUOVO PRESIDENTE |
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| 21/09/2008 | |
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22 set. - All'indomani della sfiducia
sancita nei suoi confronti dall'African National Congress (Anc),
il partito che rappresenta la stragrande maggioranza della
popolazione, il presidente sudafricano Thabo Mbeki, 66 anni,
l'erede di Nelson Mandela in carica dal 1999, ha annunciato oggi
le sue dimissioni, aprendo per il suo paese un periodo di
turbolenze senza precedenti dalla caduta dell'apartheid.
In una lettera alla presidente del parlamento, Mbeki ha
ricordato di essere stato un ''membro leale'' dell'Anc per 52
anni. ''Io resto un membro dell'Anc ed e' per questo che
rispetto la sua decisione'', ha sottolineato nella lettera di
dimissioni.
Mbeki - che ha fatto il suo annuncio in un
intervento radiotelevisivo - ha al tempo negato di aver
condizionato la giustizia del suo paese al fine di danneggiare
la probabile elezione nelle prossime presidenziali del suo
rivale Jacob Zuma, indagato per corruzione.
Ma la grave crisi politica nella giovane democrazia
sudafricana, che ha appena 14 anni, e' ormai evidente.
Thabo
Mbeki paga l'impopolarita' crescente, e - soprattutto - il forte
sospetto di aver tentato di condizionare la giustizia mirando a
bloccare la scontata elezione nelle prossime elezioni
presidenziali del suo arcirivale Jacob Zuma, presidente
dell'Anc, accusato di corruzione. La corte che doveva giudicarlo
nei giorni scorsi lo ha prosciolto per vizio di forma,
dichiarando inoltre - ed e' stata la campana a morte per la
presidenza Mbeki - che la politica aveva tentato di condizionare
l'azione giudiziaria.
In tempi brevi sara' nominato un
presidente ad interim, quasi certamente la presidente del
parlamento Mbeleta Mbete, esponente vicina a Zuma; mentre -
salvo colpi di scena - il governo nella sua sostanziale
interezza restera' in carica, in particolare l'apprezzato
ministro delle Finanze Trevor Manuel, una garanzia per i mercati
internazionali.
Si cerchera' cosi' di minimizzare gli
inevitabili contraccolpi politici ed economici. Il mandato di
Mbeki (il secondo e quindi non piu' costituzionalmente
rinnovabile) si sarebbe dovuto concludere il prossimo aprile e
per maggio erano previste le elezioni politiche, che ora
probabilmente verranno anticipate.
Sara' poi il Parlamento ad
eleggere il nuovo presidente della Repubblica, secondo ogni
evidenza Zuma, leader dell'Anc (alla fine del 2007 nell'assise
del partito sconfisse duramente Mbeki) ed in quanto tale
candidato naturale alla massima carica dello Stato, e - tranne
incidenti giudiziari, poiche' i sospetti di corruzione restano -
di fatto certo di una vittoria a valanga.
Mbeki e Zuma sono
completamente diversi. Il primo e' freddo, poco comunicativo,
amato solo dalle classi medio-alte (e rassicurante per la
finanza internazionale: ha consentito una importante crescita
economica del Paese). Ha pero' scarsissimo seguito popolare, e'
accusato di essere autocratico e altezzoso e di non aver saputo
evitare l'impoverimento del Sudafrica e la crescita esponenziale
della sieropositivita'. Zuma, 66 anni, grande e grosso, popolare
e populista, della fiera etnia zulu - non esita a danzare
coperto dal solo gonnellino di leopardo che indossano i capi
zulu -, e' eroe della lotta all'apartheid (una decina di anni di
galera, mentre Mbeki faceva politica all'estero), amatissimo,
con enorme seguito soprattutto fra le masse diseredate, oltre a
godere dell'appoggio pieno della sinistra del partito (ma non
solo: in molti non ne potevano piu' di Mbeki) e dei sindacati.
Fa paura alla finanza internazionale, ma non a caso ultimamente
si e' circondato di consiglieri provenienti dal mondo degli
affari e molto introdotti all'estero negli ambienti economici
che contano. Zuma ha avuto almeno quattro mogli ufficiali ed una
quindicina di figli. Qualche anno fa fu accusato di aver abusato
di una donna amica di famiglia e sieropositiva, con cui fece
sesso non protetto. Assolto dall'accusa di stupro, preciso' che
comunque aveva evitato il contagio poiche' dopo il rapporto si
era fatto la doccia. Lo scandalo nel Paese con il piu' alto
numero di sieropositivi al mondo fu enorme. (Ansa).
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