| UNIONCAMERE: in crescita dell'8% le imprese degli immigrati |
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| 18/02/2008 | |
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18 Feb. - Rispetto all'anno precedente, nel 2007, il totale delle imprese individuali gestite da titolari immigrati da paesi non appartenenti all'Ue è aumentato di 16.654 unità, raggiungendo 225.408 imprese, l'8% in più rispetto al 2006. Secondo quanto
emerge dai dati di Unioncamere sulla base di Movimprese, il bilancio
del 2007 conferma la vitalità dell'imprenditoria immigrata a
fronte della tendenza ormai consolidata alla diminuzione complessiva
delle micro-aziende condotte da italiani.Nonostante l'apporto positivo dell'imprenditoria immigrata, infatti, il bilancio demografico complessivo delle micro-aziende negli ultimi dodici mesi è stato deficitario per quasi 30mila unità (-0,9%). Nella classifica delle provenienze, il paese più rappresentato tra le nuove iscrizioni dello scorso anno è la Cina (6.929 i titolari nati nell'impero di mezzo che hanno iscritto il proprio nome nei registri delle Camere di Commercio). Subito dietro seguono i nati in Marocco (5.756 nuovi titolari) e in Albania (5.118 nuovi imprenditori). Insieme, i primi tre paesi di provenienza hanno determinato il 47,4% delle nuove iscrizioni nel 2007. Tra i settori, la crescita del 2007 si concentra per il 40% nelle costruzioni (6.603 unità in più). Subito a ridosso segue il contributo del commercio (cresciuto di 5.445 unità) e, più a distanza, quello delle attività manifatturiere (+2.473 imprese). Il confronto con il 2006 conferma la presenza ormai stabile degli imprenditori immigrati nel tessuto delle nostre piccole e piccolissime imprese. I settori costruzioni-commercio insieme determinano il 72,3% di tutto il saldo dei dodici mesi passati e il 70,7% dello stock complessivo di imprese individuali con titolare immigrato esistenti alla fine di dicembre 2007. Il resto della spinta alla crescita di questo universo proviene dalle attività manifatturiere (l'11,8% dello stock di imprese con titolare immigrato esistenti e un tasso di crescita negli ultimi dodici mesi di poco superiore al 10%) e, in modo crescente dai servizi che, con una quota pari al solo 4,2% dello stock (9.497 imprese), hanno però messo a segno nell'ultimo anno una crescita vicino al 13%. La maggiore concentrazione dell'imprenditoria immigrata si registra in termini assoluti in Lombardia (41.064 imprese, il 18,2% di tutte le imprese con titolare non UE), ma è la Toscana che ospita il numero più elevato di imprenditori immigrati in proporzione al numero di imprese individuali residenti: 23.417 su 224.168, in pratica più di un'impresa ogni 10.Il record provinciale va a Prato, dove oltre un'impresa ogni quattro (il 27,4%) ha un titolare immigrato.
All'opposto, il valore più basso tra le regioni si
rileva in Basilicata (2,2% il peso delle imprese di immigrati sul
totale delle imprese individuali) mentre, tra le province, Enna è
quella con la presenza più ridotta (1,5%). (mps)
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