| UNIONCAMERE: LA LAUREA VALE SOLO 120 EURO IN PIU' AL MESE - SALARI APPIATTITI |
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| 08/05/2008 | |
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08 mag. - La differenza di retribuzione lorda tra
un impiegato diplomato o addirittura laureato e un lavoratore
non qualificato con la licenza media e' di circa 1.600 euro
l'anno, poco piu' di 120 euro lordi al mese. Questo
"appiattimento" verso il basso dei salari dei lavoratori
italiani e' il sintomo piu' evidente della scarsa attenzione al
merito che caratterizza il mercato del lavoro nel nostro Paese.
Mentre la crescita del Pil nel 2008 restera' ancorata allo 0,5%
(con un preoccupante +0,1% nel Sud) e si fa piu' dura la
selezione "darwiniana" delle imprese (oltre 390 mila le
chiusure registrate nel 2007), giungono buone notizie
dall'occupazione dipendente che crescera' quest'anno di oltre
100 mila (+1%).
Restano al palo i grandi progetti di
ammodernamento delle grandi reti infrastrutturali: la dotazione
di infrastrutture al Sud e' ancora pari all'80,4% della media
nazionale e non mostra segnali di recupero.
E' quanto emerge
dal dal Rapporto Unioncamere 2008, l'analisi dello stato di
salute del Paese presentato oggi in occasione della Giornata
dell'Economia, giunta quest'anno alla sesta edizione e in
svolgimento domani in tutte le 104 Camere di Commercio
italiane. "In un quadro di grande difficolta' - ha detto il
Presidente di Unioncamere, Andrea Mondello - l'Italia e'
chiamata a fare una scelta forte in favore della modernita' e
del merito".
"I nostri dati", ha osservato Mondello,
"ci indicano un pericoloso appiattimento del livello
retributivo che segnala un paese disattento al valore dello
studio e delle competenze, che rischia di mortificare le
migliori risorse su cui puo' contare per rilanciarsi. La bassa
crescita che ci attendiamo per il 2008 mette a rischio la
tenuta sociale del Paese.
Questa situazione colpisce i piu'
deboli. Voglio mettere un punto esclamativo sul problema delle
crescenti difficolta' degli anziani e delle famiglie. In questo
scenario, la maggiore speranza di crescita risiede nell'export
e nelle buone performance delle nostre medie imprese e alle
piccole che facendo rete ne seguono il modello.
Con i loro
successi degli ultimi anni stanno indicando la strada da
seguire per sconfiggere le paure generate dalla
globalizzazione: grande attenzione alla qualita', innovazione
continua e personalizzata, conquista dei mercati attraverso il
controllo delle filiere produttive piu' pregiate, capacita' di
attrarre le piccole imprese piu' dinamiche.
Il calo della
domanda mette in crisi soprattutto il settore dei servizi,
mentre il Sud non si dimostra ancora sufficientemente
competitivo e con una distanza dal Centro-Nord in termini di
PIL ferma al 1970".
Il nodo delle infrastrutture - ha detto il Vicepresidente
di Unioncamere, Francesco Bettoni, illustrando gli
approfondimenti presentati a corredo del Rapporto - "e' al
centro del rilancio del Paese. Nonostante le risorse investite
siano state in linea con quelle dei principali paesi europei,
negli ultimi 15 anni la nostra posizione e' peggiorata
sensibilmente rispetto a Francia, Germania e Spagna sia sul
fronte stradale, sia dell'alta velocita' e dello sviluppo
dell'intermodalita'.
Ormai dobbiamo affrontare due 'questioni'
nazionali altrettanto gravi e distinte: al Sud come al Nord
occorre dare spazio ad una visione di sistema per superare i
localismi che hanno frenato in questi la modernizzazione
infrastrutturale del Paese". (AGI)
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