| USA '08: 52% DELL'ELETTORATO DEMOCRATICO VORREBBE OBAMA ALLA CASA BIANCA |
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| 18/03/2008 | |
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18 Mar. - Negli Stati Uniti la maggioranza dei
democratici preferisce Barack Obama a Hillary Clinton. È il risultato
di un sondaggio della Cnn effettuato presso gli elettori del
partito dell'Asinello, secondo cui il 52 per cento degli intervistati
vorrebbe che il candidato alle presidenziali fosse il senatore
dell’Illinois contro il 45 che parteggia per l'ex first lady.
Per quanto riguarda gli elettori tipo, Keating Holland, responsabile
della sezione sondaggi della Cnn, ha confermato che “I maggiori
supporter di Obama sono gli uomini, i giovani e gli indipendenti”.
Mentre Clinton gode del favore "delle donne, degli anziani e dei
bianchi”.
Ma la battaglia per il senatore di Chicago non è ancora
vinta. Infatti ad attenderlo ci sono ancora i test in alcuni Stati
(Pennsylvania in primis) e quanto prima deve essere risolta la querelle
su Florida (185 delegati) e Michigan (128).
Senza contare
l’appuntamento finale: la convention del partito (Denver, Colorado,
25-28 agosto) dalla quale uscirà il nome del candidato democratico alla
presidenza.
La Florida e il Michigan hanno violato le regole del partito,
anticipando la data del voto al gennaio scorso (15 e 29) e per questo
sono stati puniti con l'azzeramento dei loro delegati. Ma dopo che
negli ultimi mesi la contesa tra i due candidati si è fatta sempre più
incerta, alcuni leader del partito si sono resi conto che i due stati
“ribelli” potrebbero essere decisivi se si vuole determinare un
vincitore in tempi brevi.
Così, nel sondaggio della Cnn,
il 63 per cento degli intervistati si è detto convinto che i due stati
dovrebbero tenere nuove primarie; il 19 per cento ritiene che
dovrebbero partecipare alla convention sulla base dei risultati di
gennaio (falsati dalla mancanza di campagna elettorale e in Florida
anche dall'assenza del nome di Obama dalla scheda) e il 15 per cento è
per il mantenimento dell'esclusione dei due stati dalla Convention.
Se
però al termine delle primarie i due candidati dovessero arrivare a
Denver in situazione di sostanziale parità, il compito di decidere chi
sarà il candidato democratico spetterà agli 800 superdelegati,
funzionari di partito con diritto di voto.
E la domanda a questo
proposito è: su quale base verranno espresse le preferenze? Il 49 per
cento degli intervistati crede che i superdelegati dovrebbero votare in
base alla loro opinione, mentre il 46 ritiene che il loro verdetto
dovrebbe basarsi sui risultati determinati delle primarie e i caucus. (Velino)
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