| USA ’08: CLINTON RIMONTA MA I SUPERDELEGATI SCELGONO OBAMA |
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| 02/05/2008 | |
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2 Mag. - Se da un lato è innegabile l'inattesa rimonta nell’ultimo mese, di Hillary Clinton, che per molti era giunta al capolinea o nella migliore delle ipotesi aveva scarse possibilità di successo, dall'altra è possibile che i suoi sforzi si rivelino in ultima analisi inutili, visto che Obama sembra riuscire ad attirare sempre più il favore dei "superdelegati", vera chiave di volta nell'assegnazione della nomination.
Come sottolinea il New York Times, sebbene Clinton stia riducendo il proprio
distacco dal senatore dell'Illinois quanto a favore popolare - ha vinto in
Pennsylvania e i sondaggi la danno avanti in Indiana e in recupero in Carolina del Nord, prossima cruciale tappa
elettorale prevista per il 6 maggio – sembra comunque difficile che l'ex first
lady riesca a colmare il divario senza che siano assegnati i delegati di
Michigan e Florida, stati privati del diritto di essere rappresentati alla convention
di agosto per avere anticipato le primarie rispetto alle precedenti tornate
elettorali e dove Clinton aveva vinto con ampi margini di vantaggio.L'ago della bilancia in una lotta combattuta voto su voto sono proprio i "superdelegati", 795 funzionari di partito, membri del Congresso, governatori ed ex presidenti che possono scegliere con chi schierarsi alla convention. Clinton è sempre stata in vantaggio, ma Obama sta progressivamente guadagnando terreno, forte anche del voltafaccia di "superdelegati" che in passato avevano scelto la senatrice di New York e ora hanno deciso di cambiare casacca, come hanno fatto negli ultimi due giorni gli ex segretari del Partito Democratico Joe Andrew e Paul Kirk. Il concetto di base che sembra guidare le scelte dei "superdelegati", molti dei quali non hanno ancora reso nota la propria decisione ma che sarebbero secondo indiscrezioni pronti a scegliere Obama, appare piuttosto chiaro: i superdelegati dovrebbero scegliere il candidato che ha maggiore consenso popolare e, in questo momento, questo è il senatore dell'Illinois. "E' una questione di numeri, i numeri sono numeri, e attualmente Obama è in testa", ha detto Chris Redfern, presidente della sezione dell'Ohio del Partito Democratico. Certo, i numeri possono cambiare. Una convincente vittoria di Clinton in Indiana e Carolina del Nord, dove sono complessivamente in palio 187 delegati e 32 superdelegati, si andrebbe ad aggiungere a quelle in Pennsylvania e Ohio, lanciando un segnale sulla difficoltà di Obama a raggiungere una fetta importante dell'elettorato democratico, ovvero la classe lavoratrice di fascia medio e bassa, che fino a ora ha sostenuto la senatrice di New York. Una questione che i "superdelegati" dovrebbero tenere in considerazione, come sottolineano strenuamente gli strateghi della campagna elettorale di Clinton. (mps) |
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