| USA '08/FLORIDA H.01.30 HILLARY vola oltre il 50% ed Obama rimane a guardare al 29% |
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| 29/01/2008 | |
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30 gen. - Vedremo nel corso della nottata se le alleanze con i Kennedy favoriranno Hillary od Obama, da segnalare che Barack Obama ha corteggiato
l'elettorato ebraico-americano, che potrebbe rivelarsi
determinante per le primarie in Stati come New York e la Florida,
Barack Obama ha espresso sostegno nei confronti di Israele e a
molte delle richieste chiave del suo governo nell'ambito del
piano di pace con i palestinesi. Vai alla scheda dei Democratici - Vai ai Repubblicani
Gli afroamericani che si sono presentati alle urne sono il 18% del totale, mentre gli ispanici il 12 per cento. Gli elettori democratici e repubblicani sono accomunati dalla preoccupazione sullo stato dell'economia del paese.
Il 91% dei democratici ritiene che l'economia
versi in uno stato "negativo", e
l'8% dei democratici ritiene che le cose vadano "bene".
Per i democratici (molti stati danno la possibilità di votare in anticipo, principalmente via e-mail o corrispondenza, rispetto alla data delle primarie). Consistente anche il numero di persone che hanno votato per delega (perchè impossibilitati a recarsi al seggio): per i repubblicani hanno votato 215.000 persone, per i democratici quasi 165.000. Nel tentativo di corteggiare l'elettorato ebraico-americano, che potrebbe rivelarsi determinante per le primarie in Stati come New York e la Florida, Barack Obama ha espresso sostegno nei confronti di Israele e a molte delle richieste chiave del suo governo nell'ambito del piano di pace con i palestinesi. Cancellare lo scetticismo e la diffidenza nei suoi confronti non è tuttavia un'impresa facile per il candidato alla nomination democratica, dal momento che funzionari del governo israeliano hanno privatamente ammesso di preferire la sua rivale Hillary Clinton. Obama è ancora poco conosciuto, mentre l'ex first lady èvista con favore in Israele per la sua esperienza e per il supporto che il marito Bill Clinton ha dato durante i suoi due mandati alla Casa bianca, negli anni Novanta. L'ufficio del primo ministro israeliano Ehud Olmert non ha rilasciato dichiarazioni a riguardo. "Qualunque accordo deve assicurare che Israele continui ad essere uno stato ebraico" ha detto il senatore nel corso di una video-conferenza stampa dalla Florida con giornalisti ebrei e israeliani, durante la quale ha sostenuto apertamente posizioni israeliane su temi chiave come il ritorno dei profughi palestinesi in Israele. I palestinesi hanno chiesto che i rifugiati fuggiti durante la guerra del 1948 e i loro discendenti possano fare ritorno alle loro case in territorio israeliano. Secondo le stime dell'Onu si tratterebbe di oltre 4 milioni di persone. Israele, da parte sua, teme che questo enorme afflusso di palestinesi metta in pericolo la sua identità di Stato ebraico. (ec) Vai alla scheda dei Democratici - Vai ai Repubblicani |
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