Sondaggi politici, elettorali, sondaggi d'opinione. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione

Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 09.07.2008 ore 07:00
USA' 08/FLORIDA: H.03.20 MCCAIN il vincitore con il 36%,GIULIANI a soli 2 punti dal 4° posto Stampa E-mail
30/01/2008
30 gen. - McCain il veterano vince in Florida, battendo il rivale Romney, ma è una sconfitta per Rudy Giuliani che ha ottenuto solo il 15% di preferenze e che contava in particolar modo sui voti "anticipati" ovvero a ben 286.000 persone che tramite mail o canali informatici hanno espresso la loro prefernza in anticipo appunto, ed invece non è andata così. Giuliani che contava su queste primarie convinto di poter raggiungere un traguardo accettabile si ritrova solo 3° e con soli due punti di vantaggio su Huckabee, ed inoltre il divario fra Giuliani e Mc Cain è enorme, più del doppio delle prefernze assegnate a Giuliani. Vai alla scheda della Florida per i Repubblicani - USA '08/FLORIDA: H.01.30 McCain in vantaggio al 33% su Romney al 32 - USA '08/FLORIDA H.01.30 HILLARY vola oltre il 50% ed Obama rimane a guardare al 29% - USA '08/FLORIDA: H: 02.30 HILLARY CLINTON vittoriosa al 49%, ma non avrà DELEGATI

mcacin_giuliani_280x200.jpgL'ex sindaco di New York che ha giocato il tutto per tutto in Florida, ignorando gli altri appuntamenti elettorali potrebbe a questo punto anche pensare di ritirarsi o in alternativa arrivare al 5 febbraio il Super Tuesday quando saranno in palio 1.081 delegati in 21 Stati.

Già questo pomeriggio Giuliani che comunque era dato nei sondaggi con una percentuale tra il 13 ed il 14% non si era espresso circa il suo futuro, rimandando comune ogni decisione al dopo Florida, dovrà necessariamente scegliere anche perchè presentarsi al Super Tesday vuol dire un importante impegno economico ed inoltre sarà da verificare se dopo la cocente sconfitta i finanziatori saranno ancora disponibili, questo pomeriggio Giuliani intervistato aveva esordito dicendo "il vincitore della Florida vincerà la nomination. Vinceremo in Florida. Non si contempla la possibilità di perdere, non nel giorno delle primarie".

Secondo i giornalisti dell'emittente televisiva Cnn, il terzo posto non appare sufficiente perché Giuliani possa proseguire la corsa alla Casa Bianca, motivo per cui l'ex sindaco potrebbe decidere di abbandonare la competizione.

Inoltre pare sempre da indiscrezioni raccolte dalla Cnn che nella notte sono in corso trattative tra lo staff di McCain e quello di Giuliani per convincere quest'ultimo in caso di abbandono a sostenere il senatore dell'Arizona

Ma cosa è accaduto ad un candidadto come Giuliani che prima delle primarie veniva considerato un cavallo vincente?

La sua avventura nella corsa alla nomination repubblicana inizia bene, con i sondaggi tutti dalla sua parte, ma le sue quotazioni calano drammaticamente con l'avvicinarsi delle consultazioni.

Giuliani decide di concentrarsi sulla Florida e sul Big Tuesday, convinto di poter comunque ottenere discreti risultati anche nei primi Stati, grazie ai dibattiti televisivi ed alla fama conseguita a livello nazionale.

Ma dall'Iowa al New Hampshire, dal Nevada al Sud Carolina, Giuliani raccoglie quote di consenso modestissime, spesso all'ultimo posto tra i candidati repubblicani, con percentuali che mai neppure avvicinano la soglia del 10%.

Dopo ognuna di questa consultazioni, Giuliani patisce anche un sensibile calo nei sondaggi nazionali, mentre si alimenta il dubbio che la scelta di fare campagna elettorale praticamente solo in Florida e negli Stati del Super Tuesday possa rivelarsi clamorosamente sbagliata.

Ma le difficoltà di Giuliani nella corsa alla nomination nascono da lontano e sono strettamente legate alle sue posizioni politiche, spesso minoritarie nel Partito repubblicano.

Mentre nei dibattiti i suoi avversari parlano di valori cristiani, limitazione dell'aborto e difesa della famiglia tradizionale, Giuliani, coi suoi tre matrimoni, si ritrova sulla difensiva. Con le sue posizioni a favore delle unioni omosessuali ed a favore della libera scelta delle donne in materia di aborto, le platee repubblicane gli riservano piu' mugugni che applausi.

Mentre i suoi rivali fanno a gara a chi sia piu' inflessibile nella lotta all'immigrazione clandestina, Rudy deve difendersi dall'accusa di aver trasformato New York in un santuario dell'immigrazione irregolare.

Le differenze tra il mito di Giuliani e la realtà di Giuliani-sindaco sono emerse in modo clamoroso durante la campagna per le Primarie repubblicane, nella quale i suoi avversari hanno riesaminato al microscopio tutte le scelte effettuate dall'ex sindaco di New York e quanto effettivamente egli abbia potuto contribuire alla riduzione statistica del crimine nella città da lui governata.

In particolare, Giuliani è stato accusato di aver legalizzato de facto l'immigrazione clandestina nella Grande Mela, consentendo agli immigrati irregolari di poter ottenere la patente, recarsi in polizia senza dover temere conseguenze negative, potersi avvalere dell'assistenza degli ospedali e poter mandare i propri bambini alle scuole pubbliche.

Giuliani si è difeso sostenendo che per sconfiggere il crimine organizzato era essenziale conquistare la fiducia degli immigrati irregolari, incoraggiandoli a denunciare gli episodi di violenza e gli abusi di cui fossero stati vittime.

Il candidato dell'establishment repubblicano, Mitt Romney, lo ha piu' volte criticato, argomentando che l'immigrazione clandestina è di per sé stessa un crimine da punire.

Rudy Giuliani è stato anche accusato di aver tradito la sua promessa di combattere senza mezzi termini la microcriminalità, di aver rinunciato a perseguirei delinquenti minori in cambio di collaborazione ed informazioni, di aver imposto alla polizia newyorkese la prassi di neppure verbalizzare i fatti di reato minori, anche allo scopo di abbellire le statistiche sul crollo del crimine a New York.

Giuliani ha replicato coi numeri della criminalità newyorkese ed invocando le testimonianze dirette di quei milioni di americani che hanno potuto vedere quanto piu' sicura sia diventata la sua città negli anni durante i quali è stato sindaco.

Tolleranza zero, o dottrina dei vetri rotti, di certo Giuliani ha cercato di cavalcare questa sua immagine mitizzata, senza pero' riuscire finora a tramutarla in voti.

n questo contesto, la corsa di Giuliani sembra ormai essersi trasformata in una sfida impossibile.

L'elettorato repubblicano piu' liberale e meno conservatore, quello che maggiormente Giuliani sperava di poter attrarre, si è in gran parte schierato con McCain, gli Indipendenti si sono divisi tra lo stesso McCain, Ron Paul ed il democratico Barack Obama, mentre i repubblicani piu' conservatori, l'elettorato duro e puro di George Bush, hanno chiaramente scelto Mitt Romney.

Rudy Giuliani ha sposato la linea politica maggioritaria nel Partito repubblicano solo in politica estera e, parzialmente, in politica economica.

Troppo poco per poter sperare di aggiudicarsi le Primarie.

Troppo poco anche perché Giuliani in politica estera non puo' tenere il passo di un eroe di guerra, John McCain, ed in politica economica non ha la preparazione di un supermanager di successo come Mitt Romney. (ec)

Vai alla scheda della Florida per i Repubblicani

- USA '08/FLORIDA: H.01.30 McCain in vantaggio al 33% su Romney al 32

- USA '08/FLORIDA H.01.30 HILLARY vola oltre il 50% ed Obama rimane a guardare al 29%

- USA '08/FLORIDA: H: 02.30 HILLARY CLINTON vittoriosa al 49%, ma non avrà DELEGATI

 

 

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