| USA '08: GAFFE DI OBAMA SU ABORTO E SU FIGLIE LO DANNEGGIA |
|
|
||
| 02/04/2008 | |
|
03 apr. - A meno di tre settimane dal voto nella cattolica
Pennsylvania, Barack Obama inciampa sulla questione aborto: "Se le mie
figlie facessero un errore, non dovrebbero essere punite con un bimbo",
ha detto il candidato democratico e la destra repubblicana lo ha
assaltato alla gola. Obama ha due bambine di sei e nove anni e un
passato di voti al Senato di chiaro stampo a favore del diritto di
scelta delle donne.
"Non è certo, il suo, un atteggiamento di benvenuto verso una nuova vita umana", ha commentato oggi sul Washington Post l'ex autore dei discorsi del presidente George W. Bush Michael Gerson, un cristiano evangelico.
E in quello che è sembrato un attacco concertato, sul Wall Street Journal un altro ex dell'amministrazione Bush, Peter Wehner, ha sostenuto, utilizzando proprio le posizioni sull'aborto, che Obama, a dispetto della sua retorica 'post partitica', "é molto più liberal di quanto non sembri".
Negli Usa dove ha spopolato il film 'Juno' - una teen-ager di provincia che decide di non abortire dando invece il bebé in adozione - la frase di Obama sulle figlie rischia di danneggiarlo nel caso in cui il senatore dovesse conquistare la nomination contro il repubblicano John McCain nel voto di novembre.
Indirettamente è stata una gaffe anche a breve scadenza: la Pennsylvania, dove le primarie sono il 22 aprile, ha una vasta componente cattolica (3,8 milioni, pari a un terzo della popolazione statale) sulle cui decisioni peserà il forte messaggio 'per la vita' che papa Benedetto XVI porterà, proprio alla vigilia del voto, nella sua visita negli Stati Uniti all'Onu.
Anche Hillary in fatto di aborto si trova da sempre sulle stesse barricate, ma per un leader della destra religiosa come Gerson l'ultima uscita di Obama conferma che il senatore "é un estremista". Wehner ha ricordato che il senatore si è opposto al bando dell'aborto tardivo, la tecnica chirurgica che interrompe la gravidanza alle ultime settimane e che il defunto senatore di New York Patrick Moynihan definì "troppo vicino all'infanticidio".
Tutte accuse che prevedibilmente verranno catalogate e amplificate qualora Obama dovesse diventare il candidato del partito in corsa nel voto di novembre.
Intanto Obama ha continuato a raccogliere appoggi: si è schierato dalla sua parte il governatore del Wyoming Dave Freudenthal.
Non è un superdelegato ma pesa come voce influente in materia di antiterrorismo, l'ex deputato Lee Hamilton: l'ex vicepresidente della commissione bipartisan sull'11 settembre ha dato al rivale di Hillary l'endorsment invocando la capacità del senatore di raccogliere consenso politico.
Confermando l'appeal sulle elite culturali e dei media, Elizabeth Murdoch, la figlia del magnate della News Corp. Rupert Murdoch ha organizzato con l'attrice Gwyneth Paltrow una festa pro Obama nella sua casa di Notting Hill a Londra. Servirà a portare altri dollari nel forziere del senatore che a marzo ha messo in cassa oltre 30 milioni di dollari: meno del primato da Guinness di febbraio ma sempre più di Hillary, e quanto basta per finanziare un 'barrage' di spot pubblicitari nei prossimi appuntamenti delle primarie. (ANSA)
scritto da Federico1, aprile 03, 2008 Solo un nero come obama poteva dire una cosa del genere sull' aborto e di condeguenza la sacralità della vita. |
|
| < Prec. | Pros. > |
|---|
News, altre notizie
Fai tu la notizia
Hai qualcosa da raccontarci? Ti sei imbattuto in un fatto che pensi meriti l'attenzione dei media? Scrivi il tuo pezzo e invialo a Clandestinoweb, la redazione ti contatterà per pubblicarlo sul sito





Segnalo
OKNOtizie
Smarking
Spurl
del.icio.us
Digg
Furl
Netscape
Yahoo! My Web
Google Bookmarks
Technorati
BlinkList
Newsvine
ma.gnolia
reddit
Tailrank








31 visitatori online

.jpg)


