| USA '08: GUAI PER MCCAIN LE ACCUSE DI LOBBY DECIMANO LO STAFF |
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| 20/05/2008 | |
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20 mag. - Le accuse di legami con il
mondo del lobbismo hanno fatto un'altra vittima all'interno
dello staff di John McCain. A dimettersi e' stato il
co-presidente delle finanze della campagna elettorale del
candidato repubblicano alla Casa Bianca, diventato il quinto
dirigente a dover fare le valigie e lasciare McCain perche'
collegato a gruppi d'interesse.
Tom Loeffler, un ex deputato del Texas e un amico di vecchia
data di McCain, ha lasciato l'incarico alla guida del comitato
finanziario dopo che nel fine settimana Newsweek ha rivelato che
la sua societa' ha ottenuto 15 milioni di dollari dal governo
saudita per attivita' di lobby.
Il lobbismo negli Stati Uniti e' legale e regolato da varie
leggi e i candidati alla Casa Bianca normalmente fanno ricorso
all'aiuto di personaggi che provengono dal mondo delle lobbies,
per i loro legami e la capacita' che hanno di raccogliere fondi.
Il senatore democratico Barack Obama, per esempio, ha vari
lobbisti nel proprio staff, anche se ha promesso di non
raccogliere soldi che provengono dalle loro attivita'.
Il problema di McCain e' che ha costruito buona parte della
sua carriera politica sulla lotta all'influenza dei gruppi di
interesse.
Il senatore e' stato tra l'altro il firmatario, con
il democratico Russ Feingold, della legge che regola il
finanziamento alla politica.
Varie organizzazioni che sostengono
i democratici si sono cosi' scatenate alla ricerca di legami
'pericolosi' tra consiglieri di McCain e lobbisti.
E le teste
sono cominciata rotolare nelle ultime settimane.
Doug Davenport e Doug Goodyear, due dirigenti dello staff del
senatore dell'Arizona, si sono dimessi dopo la scoperta che
avevano lavorato a promuovere l'immagine della giunta birmana
negli Usa.
Poi e' stata la volta di Eric Burgeson, che lavora
nella lobby del petrolio, e Craig Shirley, che e' risultata
impegnata in attivita' di lobby contro i democratici.
Per regolare la materia, il manager della campagna di McCain,
Rick Davis, ha varato un nuovo regolamento interno che richiede
che chi collabora con il candidato tagli ogni legame con il
mondo delle lobbies oppure si dimetta.
Loeffler, dopo le
rivelazioni, ha dovuto cosi' lasciare il posto.
Un portavoce di McCain, Brian Rogers, ha ridimensionato la
vicenda spiegando che la campagna sta soltanto facendo i conti
''con un problema di percezione: adesso che abbiamo diramato
regole precise, potremo mettere da parte questa storia e
dedicarci ad altro''.
Ma i democratici continuano a dare la
caccia a possibili legami sospetti e per farlo hanno anche messo
in piedi una versione dedicata a McCain della popolare
enciclopedia online Wikepedia , invitando
gli attivisti a condividere informazioni e soffiate.
Nel mirino dei 'cacciatori di lobbisti' ci sono ora lo stesso
Davis e il consigliere politico Charles Black, che il senatore
ha pero' gia' assolto: ''Black e Davis non sono coinvolti nel
business del lobbismo, ne sono usciti'', ha detto McCain.
(ANSA)
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