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13 sett. - La tregua e' durata giusto il tempo di scendere insieme
nel cratere di Ground Zero, per l' anniversario dell'11 settembre.
Barack Obama e John McCain sono riemersi dalla giornata della memoria
pronti a tirare anche colpi bassi.
Ma e' soprattutto il candidato democratico alla Casa Bianca a mettere da parte gli indugi: pressato dal nervosismo che gira nel suo partito, Obama ha lanciato una campagna d'attacchi anche personali contro McCain e si e' precipitato a rafforzare le difese in un piccolo stato che puo' rivelarsi importante il 4 novembre: il New Hampshire.
McCain ha consolidato il vantaggio ottenuto sulla scia della convention della scorsa settimana a St.Paul, alimentato anche dall'entusiasmo suscitato nella base repubblicana dalla scelta di Sarah Palin come vice.
Il senatore dell'Arizona resta avanti di 2-4 punti nei maggiori sondaggi nazionali e tra i democratici cresce il timore che il vantaggio possa essere di lungo periodo, non solo legato all'effetto post-convention.
La Palin e' inoltre sopravvissuta, con qualche cicatrice, alla prima intervista televisiva e si appresta a tornare sul campo con McCain.
Dopo aver preso di mira Sarah, sentendosi criticare anche da esperti di area amica per la scelta di attaccare la vice e non McCain, la controffensiva di Obama sembra puntare dritta adesso sul candidato presidente avversario.
Un graffiante spot Tv, intitolato '1982', ha descritto McCain come un troglodita tecnologico, incapace di usare l'email e il computer e ancorato alla realta' degli anni di Ronald Reagan .
Immagini dei primi, enormi telefoni cellulari e dei vecchi dischi di vinile hanno contribuito a piazzare il messaggio agli americani: ''John McCain e' andato a Washington nel 1982 e le cose sono cambiate negli ultimi 26 anni, ma lui no''.
Un affondo di tipo personale che i democratici avevano per ora cercato di evitare, nonostante l'apparente successo ottenuto nei sondaggi da McCain con la campagna mirata a dipingere Obama come una ''celebrita''' priva di contenuti.
Attacchi analoghi saranno sempre piu' consueti - rivela il New York Times citando fonti dello staff obamiano - perche' Obama si e' fatto ''cogliere impreparato'' dalla scelta della Palin e deve ora fare i conti ''con un ticket repubblicano rinvigorito e con un crescente nervosismo tra i democratici''.
Obama, dal New Hampshire, ha ripetuto il concetto dello spot per cercare di smontare il tema del 'cambiamento' che McCain cerca di scippare al democratico.
''A John McCain piace mostrarsi come quello che si batte contro il gregge di Washington - ha detto - ma la verita' e' che conduce quel gregge da 26 anni, ed e' la stessa gente che ha fatto colare a picco la nostra economia''.
La scelta del New Hampshire per far campagna (McCain ci andra' nel fine settimana) e' significativa. Il piccolo stato del New England ha un'enorme importanza negli Usa nella fase delle primarie, a gennaio, ma in autunno di solito non conta niente, anche perche' porta solo 4 dei 270 'voti elettorali' necessari per diventare presidente. Obama qui ottenne una bruciante sconfitta all'inizio dell'anno, perdendo contro tutti i pronostici con Hillary Clinton.
Il sostegno per l'ex First Lady e' rimasto forte nello stato, anche dopo che lei e Obama si sono presentati a giugno insieme nella cittadina di Unity, per mandare un segno di ritrovata unita'.
Adesso gli elettori del New Hampshire, tradizionalmente degli 'spiriti liberi', mostrano segni di insoddisfazione per Obama e molti indipendenti si stanno spostando verso McCain, un beniamino locale che proprio qui pose le basi per vincere la nomination.
Lo stato era finora indicato nel campo democratico, ma e' tornato a essere considerato tra gli incerti.
Obama e McCain vengono indicati in parita' (217-216) nelle simulazioni dei voti elettorali fatte dal sito specializzato Real Clear Politics. In uno scenario che prevede un finale al fotofinish il 4 novembre, anche i 4 voti del New Hampshire possono risultare decisivi.
(ANSA)
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