| USA '08: SORPASSO DI MCCAIN. OBAMA RISCHIA PENNSYLVANIA |
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| 09/09/2008 | |
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09 set. - L'effetto era previsto, ma negli
Usa ha fatto comunque rumore. Per la prima volta dalla
primavera, quando ancora Barack Obama era impegnato a tener
testa a Hillary Clinton nelle primarie, i grafici dei sondaggi
americani mostrano in testa John McCain nella corsa alla Casa
Bianca.
Un balzo legato alla convention repubblicana appena
conclusa e all' entusiasmo suscitato dall'entrata in scena di
Sarah Palin. La mappa che conta, quella degli stati, e' ancora
rassicurante per Obama, ma con qualche crepa pericolosa.
A far suonare campanelli d'allarme nello staff democratico
non sono tanto i sondaggi che registrano l'accelerazione su
scala nazionale dell'avversario. I giorni successivi alle
convention registrano salti verso l'alto che normalmente poi si
ridimensionano. McCain pero' ha fatto meglio del previsto: l'
ultima rilevazione di Gallup e UsaToday, eseguita nel fine
settimana, lo mostra avanti 50-46% su Obama (era indietro di 7
punti prima della convention di St.Paul) e restringendo il campo
agli elettori sicuri di votare il divario sale a 10 punti,
54-44%. Per il sondaggio Rasmussen, il vantaggio e' di uno solo
punto, 48-47%, mentre Cnn/Time indicano parita', 48-48%.
Il
risultato complessivo e' una media nazionale che, secondo Real
Clear Politics, vede avanti il repubblicano di oltre 2 punti.
La battaglia che conta e' pero' quella in corso in 10-12
stati incerti, ed e' da qui che vengono i segnali che gli
addetti ai lavori seguono con piu' attenzione. Tra stati
'sicuri' e quelli 'orientati' verso di lui, Obama finora puo'
contare su una stima di 273 voti elettorali, tre in piu' di
quanto gli serve per diventare il 4 novembre il 44mo presidente
degli Stati Uniti. Ogni stato mette tutti i propri voti
elettorali a disposizione del candidato che lo conquista.
Ma
sulle mappe dove gli strateghi colorano gli stati di rosso
(repubblicano), di blu (democratico) o di grigio (incerto), sta
avvenendo qualche mutamento che preoccupa Obama. Un caso
significativo e' la Pennsylvania, stato di minatori e di classi
bianche medio-basse che nelle primarie democratiche era andato
alla Clinton. Nonostante sia orfana di Hillary, la Pennsylvania
fino a ora era colorata di celeste chiaro, cio' orientata a
finire nel campo democratico, come e' accaduto nel 2004 con John
Kerry e nel 2000 con Al Gore.
Ma nel fine settimana alcuni sondaggisti l'hanno spostata tra
gli incerti, con tutto il ricco bagaglio di 21 voti elettorali.
I repubblicani sono stati rapidi a percepire l'opportunita', e
la campagna di McCain ha annunciato che la coppia presidenziale
McCain-Palin domani piombera' a Lancaster, nel cuore della
Pennsylvania. Obama pero' ha attivato subito le contromisure,
spedendo la Clinton in Florida (27 voti) a preparare il terreno
per un tentativo di colpaccio: agguantare il 'sunshine state',
che nel 2004 e nel 2000 fu vinto da George W.Bush.
La situazione negli stati in bilico resta estremamente fluida
e nelle prossime settimane i candidati concentreranno il tiro su
quelli che ritengono decisivi: Ohio, Colorado, Michigan,
Wisconsin, Virginia, Missouri e persino il piccolo New Hampshire
(4 voti), dove McCain lo scorso gennaio pose le basi per la
propria resurrezione politica, sono tutti terra di conquista.
Uno dei problemi per Obama al momento e' quello di tornare a
catturare l'entusiasmo che ha accompagnato dal gennaio 2007 la
sua sfida, e che sembra ora emigrato nel campo avversario.
Nonostante i malumori nel paese, aggravati in questi giorni dai
dati sulla disoccupazione (salita al 6,1%) e dal gigantesco
intervento federale per salvare i colossi dei mutui Fannie Mae e
Freddie Mac, McCain e' riuscito a prendere le distanza dall'
eredita' dell'amministrazione Bush soprattutto con l'inserimento
in squadra della governatrice conservatrice dell'Alaska.
Le scene da 'American Idol' per la Palin si ripetono da
giorni a ogni tappa del cammino elettorale della coppia
repubblicana, al punto da far interrogare qualche osservatore
sui rischi per McCain di vedersi oscurato dalla propria popolare
vice. Ma il senatore repubblicano per ora le lascia liberta' di
manovra e appare anzi rinvigorito dalla sua presenza, e dal
fatto che la Palin attira ora folle di migliaia di persone che
McCain non aveva mai avuto nel corso dell'anno. I cori 'Sa-rah,
Sa-rah...!' che salutano la coppia sono accolti con grandi
sorrisi da McCain, che non batte ciglio neppure di fronte ai
primi cartelli che compaiono con le scritte 'Sarah for President
2012'. (Ansa).
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