| USA '08/VIRGINIA:H.01.05 OBAMA con il 62% straccia Hillary, Huckabee la sorpresa |
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| 12/02/2008 | |
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13 feb. - Il senatore dell'Illinois Barack Obama vince in Virginia nelle primarie democratiche, la CNN nonostante siano state scrutinate solo il 6% delle schede da ormai certa la vitoria di Obama al 62% e alla Clinton il 37%, in casa Repubblicana Huckabee a sorpresa in testa con il 51% (ma sono ancora proiezioni di voto) rincorso da McCain fermo al 37. Vai alla scheda Democratici - Vai alla scheda Repubblicani - Vai alla Virginia McCain vincente con il 47% - Vai al District of Columbia, Obama raddoppia e vince con il 76%, McCain al 67 - Vai a Maryland OBAMA fa filotto 3 Stati 3 vittorie,il repubblicano McCain lo segue -
Ad Hillary non resta che guardare anche ai prossimi appuntamenti della nottata in Maryland e Columbia ed a quelli del 19 febbraio dove si voterà alle Hawaii (lo stato natale di Obama) e nel Wisconsin, un altro territorio però favorevole ad Obama
Un bel pacchetto di Stati, che però non assegnano molti delegati.
Quindi ci saranno due settimane di pausa e sarà la volta di Texas e Ohio, che sono invece elettoralmente pesanti (assegnano rispettivamente 228 e 161 delegati).
Proprio il 4 marzo, quando voteranno anche il Rhode Island e il Vermont, potrebbe decidersi il duello.
La Clinton si sta concentrando sul Texas, dove ha il sostegno degli ispanici, e sull’ Ohio, dove ha dalla sua parte il voto dell’establishment.
Ma Obama avrà due settimane di tempo per concentrarsi nel duello:
se si considera il vantaggio in termini di finanziamenti, l’«effetto
domino» probabilmente innescato dai prossimi confronti e il fatto che
tende ad andare bene negli Stati in cui ha tempo di fare campagna
elettorale, si può dire che Obama sia il favorito.
Intanto non si schiera Al Gore. Secondo fonti vicine all’ex vicepresidente Usa, Gore
è in ottimi rapporti con entrambi gli sfidanti dell’Asinello ma, con
due big democratici come John Kerry e Bill Clinton già scesi in campo a
fianco del senatore nero e dell’ex first lady, il campione dei neogreen
sarebbe propenso ad un ruolo più neutrale.
Stesso discorso per il leader della maggioranza al
Senato, Harry Reid, e per la presidente della Camera, Nancy Pelosi, i
quali, stando ad alcune fonti, preferirebbero non esporsi con una
scelta esplicita tra i due concorrenti.
Ma quanto contano davvero gli endorsement che, in questa corsa presidenziale, si sono moltiplicati in modo esponenziale?
Molti esperti ritengono che il sostegno
dichiarato a McCain da parte del governatore della Florida, Charlie
Crist, lo abbia aiutato parecchio nelle primarie del Sunshine State.
Lo stesso può dirsi verosimilmente per la
discesa in campo del governatore della California, Arnold
Schwarzenegger, a favore del senatore dell’Arizona. (ec)
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