| USA 2008: 4 STATI AL VOTO: OHIO, TEXAS, VERMONT, RHODE ISLAND |
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| 04/03/2008 | |
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04 mar. - Supermartedì 2, il ritorno. Per i candidati democratici
alla Casa Bianca Hillary Clinton e Barack Obama la giornata di voto,
oggi, in Texas, Ohio, Vermont e Rhode Island, ha un sapore
cinematografico di 'deja' vù. Non è per niente detto, infatti, che
dagli scrutini in uno Stato popoloso come il Texas (secondo solo alla
California), o significativi come l'Ohio (un cosidetto 'swing State'
che spesso cambia idea pesando sul risultato), esca un vincitore netto
in vista della nomination.
Se Obama vincerà in tutti e quattro gli Stati, portando a 15 la sue vittorie consecutive contro Hillary, ci sarà poco da fare, e il partito democratico premerà per il ritiro dell'ex first lady: anche per evitare una lotta intestina che giova soltanto al candidato repubblicano John McCain.
Ma non è affatto detto che le cose andranno così.
Per prendere una ipotesi quasi simmetrica, se Hillary conquisterà Ohio e Texas la garà ripartirà in quarta e lo scontro tra i due si sposterà in Pennsylvania, il prossimo grande Stato delle primarie dove si voterà il 22 aprile.
Neppure questa ipotesi è la più probabile.
Gli ultimi sondaggi indicano che Obama è leggermente in testa in Texas mentre la Clinton ha qualche punto di vantaggio in Ohio.
Solo il piccolo e molto 'liberal' Vermont non lascia dubbi (andrà più che verosimilmente al senatore nero), mentre l'altrettanto piccolo New Hampshire dovrebbe salvo sorprese finire nella casella della senatrice di New York.
Una delle grandi battaglie è quella sull'elettorato ispanico che in Texas potrebbe rappresentare fino al 40 per cento dei voti.
Teoricamente è favorevole alla Clinton, ma nelle ultime settimane Obama ha recuperato molto terreno, e lo strano sistema elettorale dello Stato dei petrolieri (primarie seguite da assemblee per eleggere il 25 per cento dei delegati) potrebbe aiutare il senatore.
Un'altra incognita riguarda le donne, soprattutto in Ohio, dove rappresentano il 55 per cento degli elettori e sono generalmente più favorevoli all'ex first lady.
Se donne ed ispanici paiono essere generalmente pro Hillary (ma le sorprese non sono da escludere), Obama può contare sui neri e sui giovani, due categorie che tendono a mobilitarsi poco, ma che in queste settimane si sono recati alle urne spinti dall'entusiasmo per il senatore dell'Illinois.
In Texas potrebbe risultare decisiva (per lui), la capitale Austin, una città universitaria molto vivace; in Ohio la cartina di tornasole potrebbe essere Columbus, anch'essa capitale dello Stato e città di studenti. Gli afro-americani infine.
Come spiega il New York Times, visti i particolari meccanismi in vigore, i neri potrebbero contare di più del previsto: in città come Houston e Cleveland, rispettivamente in Texas e in Ohio; in aree industriali come Akron e Younstown, ambedue in Ohio. (ANSA)
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