| USA 2008: Bloomberg in crescita "ma deve decidersi" |
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| 11/01/2008 | |
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12 GEN (Velino) - Cresce l'entusiasmo per una
possibile candidatura alle presidenziali statunitensi di
Michael Bloomberg, sindaco di New York e possibile terzo
incomodo tra democratici e repubblicani. Il miliardario nato
a Boston, dopo aver avviato una sorta di sondaggio in tutti i
cinquanta stati dell'Unione per verificare il proprio indice
di gradimento al di fuori della Grande Mela, sembra sempre
piu' vicino alla candidatura come indipendente.
Per ora Bloomberg nega di aver intenzione di competere. Tuttavia, il New York Times lo invita a decidersi, ricordando come gia' in altre occasioni un'attesa candidatura tirata troppo per le lunghe ha finito per indispettire l'elettorato. "È un lunghissimo preludio e secondo me sta diventando una storia vecchia molto velocemente", e' per esempio il commento di Robert Zimmerman, esperto di comunicazione legato al team di Hillary Clinton. Ma se il parere di Zimmerman potrebbe sembrare interessato, non mancano giudici imparziali del processo elettorale che contestano la lunga apparente indecisione di Bloomberg. Uno di questi e' David S. Birdsell, decano della School of Public Affairs al Baruch College. Secondo Birdsell, l'attuale atteggiamento del sindaco di New York "si caratterizza per le cose che di lui ci piacciono di meno". In pratica, sostiene l'accademico, le dure critiche di Bloomberg agli attuali candidati lo dipingono piu' come un miliardario al di sopra della politica che come manager competente. Inoltre, spiega Birdsell, la "lunga e frustrante danza di Fred Thompson (aspirante candidato repubblicano, ndr) durante l'estate" ha ridotto la tolleranza dell'elettorato per l'indecisione. Secondo molti analisti Bloomberg sta aspettando che si formalizzino le candidature ufficiali dei due partiti per valutare appieno le sue reali possibilita'. Alcuni osservatori per esempio sono convinti che un eventuale scontro Obama-McCain, cioe' tra due candidati in grado di far breccia tra gli indipendenti, consentirebbe al sindaco di New York margini di manovra minori. Al contrario, candidature piu' politicamente caratterizzate come quelle di Hillary Clinton o di Rudy Giuliani, risulterebbero piu' favorevoli. Un sondaggio Wnbc/Marist della scorsa settimana realizzato tra gli elettori di New York ha registrato un 60 per cento di sostegno all'ipotesi di un forte terzo partito. Tuttavia solo il 27 per cento auspica la corsa alla Casa Bianca da parte del sindaco e solo il 12 si dice convinto di una sua vittoria. Successore di Giuliani alla guida di New York dal 2001, Bloomberg e' decisamente un personaggio atipico nel mondo politico americano. Quasi sessantasei anni, novantaquattresimo uomo piu' ricco del mondo nel 2005 secondo Forbes, Bloomberg si reca tutti i giorni in ufficio in metropolitana. Una vita tra i democratici, ha lasciato l'Asinello nel 2001 prima della campagna elettorale per la guida della citta' dove si presento' con i repubblicani. Ma anche il Grand Old Party stava stretto a questo politico sostanzialmente centrista, sempre con i democratici sui diritti individuali (e' favorevole all'aborto, ai matrimoni tra omosessuali ed e' contrario alla pena di morte) ma decisamente piu' repubblicano per quanto riguarda la sicurezza e la posizione americana nel mondo (a favore del Patriot act e contrario a istituire un calendario di rientro per i soldati in Iraq). Il 7 gennaio, all'universita' dell'Oklahoma, Bloomberg ha partecipato a un incontro bipartisan con esponenti dei due partiti incentrato sul tema del superamento dell'attuale bipartitismo attraverso un presidente indipendente. Anche in virtu' della presenza del senatore repubblicano Chuck Hagel e di altri politici spesso accostati a Bloomberg dalla stampa come possibile ticket presidenziale, molti osservatori erano convinti che la riunione costituisse il pretesto per annunciare la candidatura. Il diretto interessato, pero', ha di nuovo smentito che la corsa alla Casa Bianca sia nei suoi propositi: "un ebreo miliardario, di statura bassa e non collegato a uno dei due partiti non puo' farcela", avrebbe detto Bloomberg ai collaboratori piu' fidati. Tuttavia, non pochi pensano che anche questa frase sia stata fatta trapelare a mo' di sondaggio, per verificare l'insofferenza dell'elettorato verso quelli che potrebbero costituire i suoi punti deboli. (del Velino - Giampiero de Andreis) |
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