| USA 2008: Clinton al 38% per esperienza, ma se parliamo di "cuore" è una disfatta |
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| 18/12/2007 | |
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19 dic. - A sedici
giorni dalle primarie in Iowa, che segnano l'inizio della corsa
verso le presidenziali statunitensi, gli elettori democratici
sono pervasi dal dubbio. Perchè il cervello dice Clinton, il
cuore no. Sarà anche la candidata più esperta e preparata - lo
pensano in molti, lo dimostrano i sondaggi - ma non piace alla
gente.
E per questo continua a perdere consensi. Per vincere,
serve che mostri anche il suo volto umano.
Che faccia capire di
conoscere i problemi delle persone. E' l'argomento trattato oggi
dal blog politico "The Fix" del Washington Post.
L'ultima occasione per riflettere su pregi e difetti del
candidato democratico più accreditato nella corsa verso la Casa
Bianca è stato il dibattito in Iowa, su cui è stato chiesto un
giudizio agli 11 elettori indecisi che hanno preso parte a un
"focus group" del Washington Post.
I commenti riguardavano
soprattutto l'ex first lady. "Ci si può fidare", "è una grande
lavoratrice" hanno detto alcuni.
"E molto brava a dire quello che
pensa che vogliamo sentire" hanno sibilato altri. Insomma, la
ragione degli elettori - non solo di quelli indecisi - dice:
"Farebbe un ottimo lavoro". Ma il cuore non mente, e dichiara: "A
me non piace".
Commenti di poche persone, ma che riflettono il sentimento
diffuso in Iowa e nell'intero Paese. E i sondaggi ne danno prova:
gli elettori sono convinti che Clinton sia la candidata con più
possibilità di vincere e di riportare un democratico alla Casa
Bianca.
Ma i consensi diminuiscono bruscamente, appena le domande
rivolte agli intervistati si spostano sulla "persona".
L'ultimo sondaggio del Post in Iowa rivela che Clinton ha ancora
4 punti di vantaggio su Barack Obama (30% a 26%) e che è lei a
essere considerata - con il 39% delle preferenze - il candidato
con più possibilità di vittoria contro quello repubblicano.
Lontani appaiono Obama - con il 25% - e John Edwards - con il 22
per cento.
Ancora più schiacciante la superiorità dell'ex first
lady alla domanda sul candidato con più esperienza: Clinton ha
ottenuto il 38% delle preferenze, Edwards il 16%, Obama solo l'11
per cento.
Ma la "classifica" si rovescia se gli elettori si esprimono sul
candidato "che meglio comprende i problemi delle persone come
te": Obama è in testa con il 30%, seguito da Edwards con il 25
per cento; Clinton insegue, distante 10 punti dal giovane
senatore dell'Illinois.
E i giudizi non cambiano, se le domande
riguardano la "persona": "il più onesto e affidabile" è Obama
(31%), seguito da Edwards (20%) e Clinton (15%).
Per questo, negli ultimi giorni, la campagna di Clinton si è
spostata su "Hillary la persona", mettendo da parte "Hillary il
politico".
Tanto da far scomodare anche la signora Dorothy
Rodham, sua madre, che ne ha elogiato le doti umane, dichiarando
poi che "dovrebbe essere eletta, e non lo dico perch‚ si tratta
di mia figlia".
La Clinton non sarà mai la candidata "del cuore".
Ma ora sa che
convincere la "mente" non basta. Obama ed Edwards, i due
avversari più temibili, hanno però il problema opposto.
Difficile
che 16 giorni bastino per convincere gli elettori.
Forse il voto
in Iowa dirà se gli americani sceglieranno il loro candidato con
la ragione.
O se le preferiranno il cuore.
(Apcom)
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