| USA 2008: Hillary a caccia di ispanici che la preferiscono (59%) ad Obama (15%) |
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| 13/01/2008 | |
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13 gen. - Dopo la vittoria in New
Hampshire Hillary Clinton a cacia di possibili voti si rivolge alla comunità ispanica a maggior ragione dopo l'uscita di scena del governatore del New Mexico Bill Richardson
Reduce dalla vittoria in New
Hampshire, la candidata democratica alle presidenziali del 2008
Hillary Clinton, ha deciso ora di puntare più che mai, sulla scia
anche dell'uscita di scena dalla corsa alla Casa Bianca del
governatore del New Mexico Bill Richardson, sulla comunità ispanica degli Stati Uniti.
La crociata di Clinton per la
conquista della fascia elettorale si sta svolgendo in Nevada,
stato chiave del West, popolato da una larga comunità ispanica,
dove si svolgerà il caucus il prossimo 19 gennaio.
"Lo scopo comune dell'America è il progresso, non solo per i più
benestanti e per coloro che godono di buone conoscenze, ma per
tutti - ha detto l'ex first lady - Ogni singola persona merita
una chance di perseguire il sogno americano. Questo è il motivo
per cui mi sono candidata".
Giovedì scorso, Clinton ha visitato porta a porta la comunità ispanica del Nevada.
Ieri, la sua campagna si è concentrata sulle
città di Las Vegas e di Reno, alla conquista del sostegno degli
ispanici.
Tra gli ispanici democratici, il 59% ha reso noto di preferire
Clinton, seguito dal 15% pro Obama.
E' quanto risulta da un
sondaggio diffuso il mese scorso dal gruppo di ricerca Pew
Hispanic Center.
L'ex first lady ha lodato anche l'impegno di Richardson. "Lo
ringrazio per i suoi gesti di gentilezza nei miei confronti", ha
detto.
E' poco chiaro, tuttavia, se per gli ispanici Clinton
potrò diventare davvero "la presidentia", come molti appartenenti
alla comunità a suo favore la definiscono.
Nelle ultime settimane, la candidata alle presidenziali ha
affermato che chi è a favore della deportazione degli immigrati
illegali non fa i conti con i problemi di carattere logistico che
una tale scelta comporterebbe.
Per rendere i confini
impenetrabili, ha sottolineato Clinton, ci vorrebbero almeno 200
miliardi di dollari e un convoglio di 200.000 autobus dislocati
per 2.735 chilometri. "Cerchiamo di essere realistici - ha detto
l'ex first lady - Una cosa del genere non accadrà mai". (Apcom)
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