| USA 2008: i 4 candidati ieri in dibattito per la California. Clinton e McCain in testa nei sondaggi |
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| 01/02/2008 | |
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1 feb. - La conquista della
California e' diventata per un giorno l'ossessione dei
quattro aspiranti alla presidenza, Barack Obama e' andato al dibattito di ieri sera
con Hillary Clinton, il primo faccia a faccia dopo il ritiro
di John Edwards, rinvigorito da un incredibile bottino di 32
milioni di dollari di contributi, raccolti dalla sua campagna
nel solo mese di gennaio.
Un'infusione di denaro, frutto in
buona parte di centinaia di migliaia di piccole donazioni
private, che consente al senatore afro-americano di allargare
l'offensiva di propaganda a tutti i 22 Stati
nei quali si
vota martedi' prossimo, quando in un solo colpo verranno
assegnati la meta' degli oltre 4 mila delegati alla
convention democratica d'agosto a Denver.
Una vigilia molto
polemica, quella di Obama, che ha continuato ad attaccare
senza mai citarla per nome la sua avversaria, puntando
soprattutto sulla politica estera, la guerra in Iraq, l'uso
della tortura, tutti temi sui quali Hillary Clinton ha
cambiato idea, dopo aver avallato le scelte di George W.
Bush. Hillary ha scommesso invece sull'economia, sicuramente
il suo asso migliore e il tema che in questa fase occupa e
preoccupa gli americani, alle prese con la recessione che
incombe e la crisi dei mutui immobiliari.
Gli ultimi sondaggi
le danno un vantaggio di 49 a 32 su Obama in California. Tra
i repubblicani, John McCain sembra in grado di prendere il
largo".
"Dopo l'appoggio di Arnold Schwarzenegger, si prepara a
ricevere anche l'endorsement del governatore del Texas, Rick
Perry. E
soprattutto, con la vittoria in Florida, il senatore
dell'Arizona sembra aver messo in serie difficolta' il suo
principale avversario, Mitt Romney.
Nel dibattito di
mercoledi' sera, McCain e' apparso spavaldo, pronto ad
attaccarlo, al punto da essere accusato di ricorrere 'trucchi
sporchi'. È successo quando ha accusato Romney di aver in
passato sostenuto la necessita' di fissare un calendario per
il ritiro dei soldati dall'Iraq. Non e' vero, come hanno
dimostrato ieri molti giornali e network televisivi, ma l'ex
governatore del Massachusetts e' stato costretto a
difendersi. Romney ha ancora denaro da spendere, piu' di
McCain che solo ora comincia a raccogliere i frutti della sua
resurrezione, ha messo nella campagna 40 milioni del suo
patrimonio personale e appare pronto a giocare l'ultima
carta, con una valanga di spot televisivi in tutti i 20 Stati
dove votano i repubblicani.
La sua speranza e' di far leva
sulle riserve che McCain ancora incontra nella base
conservatrice. Gli ultimi sondaggi non gli danno molte
speranze: in California, McCain e' in testa 39-26. Nessun
chance invece per il terzo uomo, il pastore battista Mike
Huckabee, che pure intende rimanere in gara, puntando sul
voto evangelico. Il problema della corsa repubblicana e' che
l'ascesa di McCain non riesce a nascondere le fratture del
partito e della coalizione conservatrice. Per quanto con
poche, o forse nulle, possibilita' di spuntarla, Romney e Huckabee rappresentano infatti posizioni
e aspettative lontanissime da quella del front-runner e anche
fra di loro". (Il Velino)
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