| USA 2008: in IOWA si VOTA. comincia l'America del dopo BUSH. |
|
|
||
| 03/01/2008 | |
|
3 gen. - Qualsiasi cosa succeda nei prossimi
undici mesi, questa notte, nel gelo dell'Iowa, uno degli Stati
più anonimi del midwest, l'America comincerà a cambiare pelle.
Poco dopo la mezzanotte italiana gli iscritti alle liste
elettorali democratici e repubblicani si incontreranno in
centinaia di chiese, seminterrati, centri civici in tutto lo
Stato per parlare di politica e scegliere quale candidato
vorrebbero vedere in corsa per la presidenza il prossimo 4
novembre.
Nei rimanenti quaranta Stati si vota con il sistema delle primarie vere e proprie, con schede elettorali, seggi allestiti in scuole o caserme dei pompieri e preferenze espresse con un segno sul nome del candidato prescelto, nel segreto dell'urna. Fino a ieri i principali candidati in corsa hanno condotto una campagna elettorale a tamburo battente nello Stato: è il primo importantissimo traguardo nel lungo cammino delle primarie, che formalmente si chiude in estate. Ma partire in testa è importantissimo e una manciata di voti - in tutto si prevede voteranno 50.000 persone su meno di tre milioni di abitanti - può diventare un vantaggio importante. La sfida vede otto repubblicani e otto democratici in competizione tra loro. Nessuno uscirà con il titolo di candidato alla presidenza in pectore dal confronto di questa notte, e forse neppure come favorito, ma il parco dei concorrenti verrò quasi certamente decimato. Lo stato bianchissimo, con una popolazione di colore del 3 per cento, potrebbe scegliere un senatore di colore per la nomination democratica. Barack Obama, indicato come il favorito dai sondaggi, stacca di una incollatura la senatrice di New York Hillary Clinton e l'ex senatore della Carolina del Nord John Edwards. Tra i repubblicani, fuori gioco l'ex sindaco di New York Rudy Giuliani e il senatore dell'Arizona John McCain, che hanno scelto di non investire tempo e denaro in Iowa, la sfida è tra l'ex governatore dell'Arkansas Mike Huckabee, favorito dai sondaggi, e l'ex governatore del Massachusetts Mitt Romney. I sondaggi alla vigilia dei caucus sono notoriamente difficilissimi, perchè il processo di selezione è fluido: contano le capacità dei candidati di portare alle riunioni i propri sostenitori ma il reale peso dei team elettorali va misurato anche sull'esperienza. Il grande entusiasmo che circonda la campagna elettorale di Obama, ad esempio, potrebbe non bastare: quattro anni fa Howard Dean arrivò in Iowa trascinato dai sondaggi favorevoli, ma alla prova del nove, ha steccato. Per inesperienza, che non manca certo a Clinton che sfrutta il know how del team di suo marito Bill. D'altro canto Clinton ha tutto da perdere qualora steccasse l'Iowa, dove ha speso così tante energie. Romney ha in maniera simile una macchina elettorale meglio oliata e finanziata di quella di Huckabee, ma l'ex pastore battista ha dalla sua una maggiore verve. I due si sono scambiati scortesie e attacchi nelle scorse settimane e in questa sfida di veleni sarebbe stato Romney ad avere la meglio. Si vedrà. Il vero vincitore potrebbe essere il terzo arrivato: specialmente se si trattasse di John McCain, che ha i sondaggi dalla sua parte in New Hampshire dove si vota marted prossimo. Attenzione anche a Ron Paul, il repubblicano contro la guerra in Iraq, che ha mostrato di saper catalizzare la voglia di cambiamento del partito.(Apcom) |
|
| < Prec. | Pros. > |
|---|
News, altre notizie
Fai tu la notizia
Hai qualcosa da raccontarci? Ti sei imbattuto in un fatto che pensi meriti l'attenzione dei media? Scrivi il tuo pezzo e invialo a Clandestinoweb, la redazione ti contatterà per pubblicarlo sul sito

.jpg)




Segnalo
OKNOtizie
Smarking
Spurl
del.icio.us
Digg
Furl
Netscape
Yahoo! My Web
Google Bookmarks
Technorati
BlinkList
Newsvine
ma.gnolia
reddit
Tailrank








52 visitatori online
.jpg)



