| USA 2008: MCCAIN (61%) IN TESTA NEI SONDAGGI, DISTANZIA OBAMA DI 31 PUNTI ED HILLARY DI 12 |
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| 27/02/2008 | |
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27 feb. -
I peggiori timori dei
democratici vengono confermati: se si votasse oggi John McCain
batterebbe entrambi i protagonisti del duello che sta spaccando il
partito democratico. E' quanto emerge da un sondaggio pubblicato oggi
da Los Angeles Times/Bloomberg, secondo il quale il repubblicano ha
sei punti di vantaggio su Hillary Clinton e, per la prima volta, due
anche su Barack Obama.
Non sono naturalmente dati statisticamente
significativi, ma segnalano in ogni caso per i democratici,
soprattutto dopo una battaglia per le primarie cosi' lunga e pesante,
non sara' facile e scontata come poteva apparire qualche mese fa la
conquista della Casa Bianca.
Mccain, infatti, viene visto con favore dal 61 per cento degli
elettori, compresi molti democratici, a riprova della grande
attrattiva che il 71enne senatore, da sempre considerato un
indipendente anche poco allineato con l'ortodossia conservatrice,
esercita su indipendenti e moderati.
Senza contare i tanti
repubblicani scontenti dei risultati dell'amministrazione Bush.
Al momento quello che potrebbe essere un handicap per McCain,
l'eta', sembra invece giocare in favore del repubblicano, considerato
piu' affidabile per l'esperienza politica, soprattutto per quanto
riguarda la lotta al terrorismo e la guerra in Iraq.
"Credo che il
fatto che sia piu' vecchio significa che ha piu' esperienza e sa come
migliorare il paese" afferma un anziano elettore democratico, Robert
Fear di 79 anni, che ha gia' deciso che votera' per McCain.
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Ed il sondaggio mostra che al momento la grande
maggioranza degli elettori considera il repubblicano un "leader piu'
forte e con la giusta esperienza per essere presidente", con il
senatore dell'Arizona registra 12 punti di vantaggio sulla Clinton e
addirittura 31 su Obama su questo fronte.
Ma non sono solo rose e fiori per il candidato repubblicano che
si e' imposto a sorpresa nelle primarie ma non ha ancora conquistato
del tutto il suo partito, soprattutto lo zoccolo duro conservatore e
della destra cristiana: un elettore repubblicano su quattro infatti ha
detto che non sara' "felice" della nomination del senatore
dell'Arizona.
Tra questi scontenti circa la meta' dichiara che a
novembre votera' per qualche altro candidato o rimarra' a casa: un
segnale preoccupante per il Gop in un momento in cui l'alta affluenza
alle primarie ha finora testimoniato una grande mobilitazione
dell'elettorato democratico. (Adnkronos)
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