| USA 2008/NEVADA: a caccia di voti ispanici |
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| 17/01/2008 | |
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17 gen. - Nello stato di Las Vegas e dei
casino', la vera scommessa e' accaparrarsi il sostegno
dell'elettorato ispanico. Con questa priorita' democratici e
repubblicani stanno affilando le armi per il confronto di
sabato prossimo in Nevada, dove sono in programma i caucus di
entrambi gli schieramenti.
E' soprattutto il partito
dell'asinello a guardare con interesse al popoloso "stato
d'argento", che detiene il record di incremento demografico e
dove un abitante su cinque e' ispanico.
Proprio questa caratteristica rende il Nevada, che persino
nel nome ("innevato") tradisce l'influenza della cultura
ispanica, un appuntamento elettorale particolarmente
significativo: il primo nel quale il "colored vote" avra'
rilevanza e presumibilmente potra' fare da battistrada in altri
stati, come la California, New York e il New Jersey, dove
esistono vaste comunita' di ispanici.
Se si considera che il
60% dei neri del Nevada si dichiara democratico, si comprende
subito la forte attenzione dei candidati dell'Asinello,
confermata anche dalla scelta di posizionare ben nove
postazioni di voto nell'area dei casino' di Las Vegas, per
consentire l'accesso alle urne senza senza allontanarsi troppo
dal posto di lavoro.
Minore l'aspettativa per i repubblicani,
che guardano soprattutto alle primarie in South Carolina del
prossimo 26 gennaio.
Per Hillary Clinton la situazione nel "silver state" si
presenta tutt'altro che rosea.
Dopo la vittoria "obbligata" in
Michigan, dove correva da sola, gli exit poll hanno mostrato
che il 68% dei black voters ha scritto sulla scheda
"uncommitted" proprio per evitare che la preferenza andasse
alla consorte di Bill Clinton.
Inoltre, il forte e agguerrito
sindacato dei cuochi e camerieri di Las Vegas ha gia'
incoronato il suo rivale, Barack Obama.
Per questo la senatrice
di New York sta cercando di riguadagnare terreno all'interno
delle unions attraverso il sostegno dell'attivista Richard
Chavez, fratello del leggendario sindacalista messicano Cesar
Chavez.
Buone notizie per l'ex First Lady vengono invece da un
recente sondaggio dell'American Research Group, che la da al
35% con un vantaggio di 3 punti su Obama. (AGI)
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