| USA 2008. Sondaggio MASON DIXON: Hillary 42, Obama 32% |
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| 19/01/2008 | |
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19 gen. - La sfida elettorale per le primarie americane riprende oggi da Nevada e South Carolina, dopo l'ultima tappa del Michigan, che sul fronte repubblicano ha regalato la vittoria all'ex governatore del Massachusetts Mitt Romney. In Carolina del Sud vanno al voto solo i repubblicani,
perché‚ i democratici voteranno sabato 27 gennaio. Doppie primarie oggi invece
in Nevada: nello Stato del gioco d'azzardo si terranno caucus per entrambi i
partiti.
In Nevada la sfida democratica è ancora una volta tra Hillary Clinton e Barack Obama. Gli ultimi sondaggi condotti da Mason-Dixon danno la ex first lady favorita di 9 punti sul senatore dell'Illinois, con un 42% di preferenze contro il 32%. A grande distanza seguirebbe poi John Edwards, con il 14%. Tuttavia rimane un margine di incertezza notevole, dato che molti sondaggi sono iniziati prima che nella giornata di ieri una corte federale desse il via libera ai caucus all'interno e nei pressi dei grandi casinò. Decisione questa che potrebbe favorire Obama. Il candidato di origini kenyane ha infatti ricevuto l'endorsement del potente sindacato dei lavoratori di casinò del Nevada. Sul fronte repubblicano i sondaggi danno invece l'ex governatore del Massachusetts Mitt Romney come favorito, al 34%, seguito dal senatore dell'Arizona John McCain al 19% e dall'ex governatore dell'Arkansas Mike Huckabee al 13%. Per Romney si tratterebbe di capitalizzare sulla vittoria ottenuta martedì nello stato dei Grandi Laghi, che ha ridato impulso alla sua campagna elettorale. I sondaggi favorirebbero McCain, con il 27%, in leggero vantaggio rispetto a Huckabee (25%) e nettamente superiore a Romney (13%). Negli ultimi giorni a tenere banco sono state le dichiarazioni sopra le righe di Huckabee sull'immigrazione, con la proposta di rispedire a casa tutti i clandestini, e sull'aborto, con l'idea di emendare la costituzione per vietare l'interruzione volontaria della gravidanza "in base alla legge di Dio". La Carolina del Sud sarà una tappa importantissima anche sabato 27 per i democratici, quando Obama e Clinton peseranno il sostegno che riescono a ottenere nell'elettorato nero (quasi la metà in questo Stato).
Intanto, la Casa Bianca ha spostato i riflettori della
campagna elettorale sull'economia: il presidente degli Stati Uniti George W.
Bush ha presentato un pacchetto di stimoli fiscali per un valore di 145
miliardi di dollari, o per l'1% circa del pil americano, per impedire che l'economia
scivoli in una fase di recessione. Un piano, osserva oggi il Washington Post,
che ha raccolto consenso bipartisan al Congresso (e in campagna elettorale chi
può contestare un piano di sgravi fiscali?) ma che non è riuscito a
galvanizzare Wall Street. I principi delineati da Bush aprono la strada a un
accordo con i democratici al Congresso che potrebbe essere firmato già la
prossima settimana, e che metterebbe circa 800 dollari nelle tasche di ogni
contribuente entro la primavera. Per entrambi i partiti il vero banco di prova
sarà comunque il "super tuesday", il 5 febbraio, quando si voterà in
oltre venti stati. Tra questi lo stato di New York, finora feudo elettorale
della senatrice Clinton. Obama durante lo scorso fine settimana si è detto
determinato a strappare la vittoria all'avversaria proprio dove gioca in casa,
mettendo a segno un risultato che gli spianerebbe la strada per i successivi
appuntamenti e potrebbe spalancargli le porte verso la nomination. (Apcom)
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