| USA: IL 35% DEI CAPITANI DI IMPRESA E' DISLESSICO |
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| 27/02/2008 | |
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28 Feb. - Da 'tallone d'Achille' a marcia in
più per raggiungere il successo. Secondo uno studio britannico condotto
da Julie Logan, docente di Imprenditoria alla Cass Business School di
Londra, le persone affette da dislessia avrebbero una sorta di 'pallino
per gli affari': in pratica, maggiori probabilità di diventare
imprenditori di successo.
E' il caso di Richard Branson e Bill Gates,
due 'Paperoni' citati dalla ricercatrice inglese, che hanno dovuto fare
i conti con la dislessia. A incuriosire il team della Logan, la
scoperta della percentuale di imprenditori dislessici in Usa e Gb: il
35% dei 'capitani d'impresa' americani è dislessico, contro il 20%
degli inglesi. Un'anomalia, se si considera che solamente il 10% della
popolazione inglese risulta affetta da dislessia, contro il 15% degli
americani. Secondo la Logan, che ha presentato la sua ricerca in numerose conferenze in Gran Bretagna, la discrepanza Usa-Gb è attribuibile a un miglior sistema scolastico a sostegno degli alunni dislessici negli Stati Uniti. Un sistema che, sin dalla giovane età, offrirebbe ai giovanissimi americani maggiori probabilità di arrivare al successo. "Quando il sistema educativo fallisce nell'identificare i soggetti con dislessia in giovane età molti, anche se in possesso di un alto potenziale imprenditoriale, non avranno l'opportunità di esprimere il proprio talento nascosto. Il sistema scolastico dovrebbe essere in grado di valorizzare molto di più i ragazzi dislessici, anzichè emarginarli", ammonisce la Logan.
Gli imprenditori americani conservano
un ricordo complessivamente positivo dell'esperienza fra i banchi, al
contrario degli inglesi che - racconta l'esperta, illustrando la sua
ricerca in una nota - spesso ne restano traumatizzati. E' il caso di
Kenny Logan, ormai ex giocatore della nazionale scozzese di rugby, che
ricorda: "Mi ripetevano tutto il tempo quanto ero lento e stupido; ogni
giorno di scuola era una fonte di stress e delusione".
Ma in che modo la scuola potrebbe ridurre il disagio degli studenti dislessici e valorizzarne doti e qualità? "Questi studenti hanno bisogno di un ambiente educativo più pragmatico ed olistico, che permetta loro di esprimere appieno il proprio potenziale. Un approccio simile produrrebbe una società più ricca di imprenditori", assicura Judi Stewart, presidente dell'Associazione britannica per la dislessia e co-autrice della ricerca. A caratterizzare i 'capitani d'impresa' che soffrono di dislessia, spiegano i ricercatori, innanzitutto eccellenti doti comunicative. "Gli imprenditori dislessici sono maestri nel comunicare con il loro team, i clienti, i media. Il loro stile, semplice e immediato, arriva dritto al cuore. Eccellono, inoltre, nel problem-solving, nel gestire più business e più persone allo stesso tempo (nella media 25 persone contro le 17 dei non-dislessici) e nel delegare, abitudine che devono apprendere per farsi aiutare", spiega Michael Ter-Berg, imprenditore co-autore dello studio, nonché dislessico. "Se i sistemi scolastici modificassero l'approccio educativo nei confronti dei ragazzi affetti da dislessia - conclude - avremmo sicuramente più casi di imprenditori di successo". (Adnkronos) scritto da Claudia Bailetti, febbraio 28, 2008 Carissima redazione, e caro direttore, Luigi Crespi, come al solito, grazie per la vostra sensibilita' e generosita', nell'occuparvi anche di materie scomode, e insolite.Mia figlia e' dislessica, e appartiene a quella percentuale di bambini, nell'ordine del 4 per cento, che vengono definiti, bambini svogliati, inconcludenti, pigri, quando questi aggettivi andrebbero dati ai docenti che non vogliono occuparsene, e alle famiglie, che pensano che la dislessia ponga i loro figli a cittadini di serie b. A parte il fatto che io credo che mia figlia Marte sia una bambina speciale e non la vorrei diversa. Vi porgo alcuni nomi di dislessici per capire che il problema non e' un ritardo mentale, bensi una difficolta' a comprendere la grafia dell'italiano e dei metodi scolastici, per intenderci e' come se un italiano dovesse imparare il cinese soltanto con i suoi simboli, senza l'aiuto della propria lingua. Secondo uno studio serio e testimonianze degli addetti ai lavori, dislessico e' o lo e' stato: Bill Clinton Tom Cruise Albert Einstein Leonardo Da Vinci Michelangelo Pablo Picasso E secondo lo studio inglese anche molti imprenditori tra cui Bill Gates, allora sono loro gli inabili, o il nostro sistema scolastico, che parla della famiglia, dell'aborto, del matrimonio, etc., ma non si accorge dei macro ostacoli, che noi gente comune siamo costretti a imbatterci ogni giorno? Senza contare della profonda, vergognosa ignoranza in cui sono alcuni medici e docenti che dovrebbero protteggere i nosti bambini, li' ci vorrebbe davvero un'enciclopedia! Con Passione Claudia Bailetti |
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