| USA: Il 70% degli americani è favorevole alla pena capitale ma il New Jersey l'ha abolita. |
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| 24/12/2007 | |
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24 dic. - Il New Jersey ha abolito la pena di morte diventando il
primo Stato americano che ha soppresso la pena capitale per legge, da quando fu
ripristinata nel 1976 dalla Corte Suprema.
Lo Stato diventa così il 14esimo negli Usa che non ha la
pena capitale e anche negli altri Stati che la prevedono sono state sospese le
esecuzioni, per l'incostituzionalità del sistema dell'iniezione letale,
attestata dalla Corte Suprema.
Importantissimo è stato, comunque, il gemellaggio ideale tra Italia e lo Stato Americano. La maggioranza dei parlamentari italo-americani ha votato per l'abolizione della pena capitale, contro i repubblicani che si sono battuti per mantenere la pena di morte almeno per i crimini più gravi: omicidi delle forze dell'ordine, terroristi, stupratori e omicidi di bambini. All'Assemblea Generale delle Nazioni Unite si è segnata, così, la vittoria della risoluzione sulla moratoria universale della pena di morte. "Un successo superiore alle aspettative", ha commentato il ministro degli Esteri Massimo D'Alema. È senza dubbio un passo importante, è l'inizio della fine dello "Stato che uccide". Il 18 dicembre 2007 forse passerà agli annali delle campagne contro la pena di morte. Un voto di significato storico, che i diplomatici italiani hanno guidato a tutto campo affiancati da Nuova Zelanda, Francia, Messico, Brasile e alcuni Paesi africani. Ma la moratoria servirà veramente ad abolire la pena di morte? Secondo i sondaggi ben oltre il 70% degli americani è favorevole alla pena capitale. Anche nello Stato del New Jersey, che l'ha appena abolita, una maggioranza del 53 per cento è favorevole a ripristinarla. La strada verso la moratoria, quindi, si prospetta più lunga del previsto dato che in contrasto con il comune sentimento degli americani. L'argomento "pena capitale" rimane, infatti, molto delicato e controverso negli Usa. Che si parli, però, della sua eliminazione, è sicuramente segno di una presa di coscienza, di civiltà, una vittoria dell'Italia, che è stata tra le promotrici. Il voto schiacciante a favore dell'abolizione della pena capitale resta un auspicio, un augurio. Se e quando arriverà la fine della pena di morte in America, sarà grazie a un processo interno di consapevolezza, alla rielaborazione di un "diritto" che per gran parte delle democrazie occidentali è un'ignominia, mentre per molti Stati della federazione Usa resta un'opzione possibile. Gli omicidi di Stato sono gravi ovunque. La differenza è che in America almeno se ne può parlare e discutere. È difficile che la Cina decida di non punire a morte i dissidenti e i criminali. E' improbabile che l'Iran elimini le sue raccapriccianti impiccagioni. A Teheran non possono decidere, a Pechino neppure. La morte c'è e ci sarà. L'America sta ripensando le sentenze capitali e la pena di morte potrebbe praticamente finire. Purtroppo resterà altrove, dove nessuno riuscirà mai a sapere quanto e perché lo stato uccide. (CCS News) |
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