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Ultimo aggiornamento: 13.10.2008 ore 11:40
USA: Sondaggio, testa a testa fra Giuliani 45% e la Clinton 43%, ma prima le primarie.. Stampa E-mail
04/11/2007
di Anthony M. Quattrone - Un sondaggio della Quinnipiac University indica Rudi Giuliani in vantaggio con il 45%, contro il 43% di Hillary Clinton. Il sondaggio preoccupa gli osservatori e strategisti democratici perchè la Polling Institute della Quinnipiac University è considerato fra i più affidabili negli USA.

di Anthoni M. Quattrone - Manca un anno dalle elezioni presidenziali americane del novembre 2008, e mancano poco più di 60 giorni per le primarie dello stato dello Iowa.

rudigiuliani280x200.jpgSecondo un recente sondaggio, condotto per Newsweek, gli elettori democratici confermano la loro preferenza per la senatrice di New York, Hillary Clinton con il 43%, contro il 24% per il senatore dell'Illinois, Barack Obama, e il 12% per l'ex senatore del Nord Carolina, John Edwards.
Gli elettori repubblicani indicano una preferenza del 30% per l'ex sindaco di New York, Rudi Giuliani, del 15% per l'attore ed ex senatore del Tennessee, Fred Thompson, del 15% per il senatore del Nevada, John McCain, e del 12% per l'ex governatore del Massachusetts, Mitt Romney.

 

Nello scontro diretto fra il primo dei democratici, la senatrice Clinton, e il primo fra i repubblicani, Rudi Giuliani, il sondaggio di Newsweek indica che la distanza fra i due sembrerebbe assottigliarsi, con l'ex first lady al 49% contro il 45 per l'ex sindaco, a fronte del 6% d'elettori indecisi.

Il sondaggio di Newsweek segue di pochi giorni quello della Quinnipiac University, che indica invece Rudi Giuliani in vantaggio con il 45%, contro il 43 per Hillary Clinton (4% non voterebbe, 6% è indeciso, e 2% voterebbe per un altro candidato). Il sondaggio preoccupa gli osservatori e strategisti democratici perchè la Polling Institute (l'istituto di sondaggistica) della Quinnipiac University è considerato fra i più affidabili negli USA.

I sondaggi dell'istituto universitario rimettono in gioco il senatore Obama, dandolo vincente su Giuliani per 43% contro il 42, e in sostanziale parità nei confronti di John McCain, con il 43% per entrambi. Nello scontro diretto fra Hillary Clinton e Mc Cain, la senatrice di New York non supera il pareggio, al 44%.

La lettura dei sondaggi della Quinnipiac University potrebbe spiegare perchè negli ultimi giorni Barack Obama e John Edwards hanno abbandonato il "politicamente coretto" per sferrare duri attacchi a Hillary Clinton. Durante il dibattito fra i candidati democratici, tenutosi a Filadelfia il 30 ottobre, la senatrice Clinton si è trovata in seria difficoltà, quando sia Obama, sia Edwards, hanno più volte fatto notare che la senatrice di New York non rispondeva in modo diretto ad alcune domande, ma tentava di rimanere nel vago. In particolare la Clinton si è trovata in difficoltà su come affrontare la questione Iran, sull'iniziativa del governatore di New York, Eliot Spitzer, di concedere la patente agli immigrati illegali, e sulla riforma del sistema delle pensioni. Durante il corso del dibattito, Obama e Edwards hanno fatto a turno ad attaccare apertamente e direttamente la Clinton, mettendo in dubbio, per la prima volta dall'inizio della campagna per le primarie democratiche, la sua onestà, la capacità di dirigere il paese, e anche la possibilità di vincere le presidenziali del 2008.

Il giorno dopo il dibattito, l'Associated Press ha riferito una dichiarazione di Obama che non lascia dubbi sulla nuova strategia del senatore dell'Illinois. Obama ha detto, "Dopo aver avuto alla guida del paese la più reticente amministrazione nella memoria della nostra storia, un'amministrazione che ha consistentemente ingannato il popolo americano, abbiamo bisogno di un presidente che sia trasparente e sincero. Penso che il dibattito di ieri sera abbia smascherato una crepa. La senatrice Clinton ci ha lasciato nel dubbio su ogni questione importante, dall'Iran, alla riforma delle pensioni, alle patenti per gli immigrati illegali".

Il 3 novembre, Obama ha tenuto un discorso alla Converse College a Sartangurg, nel Sud Carolina, in cui ha accusato la senatrice Clinton di condurre una campagna elettorale da manuale, basata sul calcolo politico, invece che su una chiara spiegazione delle sue opinioni. Obama ha alzato il tiro accusando non solo il presidente George W. Bush per i problemi del paese, ma anche le precedenti amministrazioni, fra cui anche quella del presidente Bill Clinton. Obama ha detto agli studenti della Converse College che le elezioni del 2008 offrono "la possibilità di unire il paese per finalmente risolvere i problemi che sono peggiorati con George Bush, ma che esistevano già da diverso tempo, prima che George Bush diventasse presidente. Sono le sfide come l'assistenza medica. Sono le sfide come l'energia. Sono le sfide come il sistema scolastico".

Se i sondaggi della Quinnipiac University saranno confermati nelle prossime settimane anche da altri istituti di ricerca, sarà interessante osservare le traiettorie che Clinton, Obama, e Edwards tracceranno per arrivare al primo appuntamento delle primarie dello Iowa. Se Obama e Edwards alzano il livello dello scontro con la Clinton, mettendo ancora più in risalto i dubbi sull'onestà della senatrice e sulla sua capacità di guidare il paese, i democratici potrebbero trovare particolarmente difficile unire il partito attorno all'ex first lady, se fosse scelta come candidata presidenziale.

La conferma dei sondaggi della Quinnipiac University, tuttavia, creerebbe difficoltà anche in campo repubblicano, perchè nessuno dei candidati, oltre Rudi Giuliani, sembra che abbia la minima possibilità di battere i democratici. L'unico repubblicano che può pareggiare con entrambi Clinton e Obama è John McCain, il quale, però, non ha abbastanza finanziamenti per affrontare le primarie che inizieranno fra due mesi. Nel frattempo, Giuliani non riesce ad ottenere il sostegno dei conservatori cristiani, i quali, se i repubblicani scegliessero l'ex sindaco di New York come candidato presidenziale, promettono di votare per un terzo candidato, perchè non tollerano le posizioni moderate di Giuliani su alcuni temi sociali come l'aborto, ed i diritti dei gay (Agenzia Radicale)

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