| USA'08/KENTUCKY: HILLARY CON IL 65%, COME PREVISTO STRAVINCE, MA ASPETTIAMO L'OREGON |
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| 21/05/2008 | |
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21 mag. - Con il 65% di preferenze Hillary Clinton come previsto si aggiudica le primarie democratiche nel Kentucky. Obama come pronosticato si attesta al 30% ma oggi si votava anche in Oregon dove Obama è dato per vincitore ed i cui seggi saranno chiusi più tardi.
Hillary Clinton, l'ex first lady
candidata alla Casa Bianca, ha reso in serata omaggio a Ted
Kennedy, lo storico senatore del Massachusetts colpito da un
cancro al cervello, e da cui il clan dei Clinton si era sentito
tradito dopo l'appoggio al suo avversario per la nomination
democratica Barack Obama, il senatore nero dell'Illinois.
''E' stato accanto a noi in tutte
le battaglie, siamo accanto a lui nella sua battaglia'' per la
vita.
Hillary ha reso omaggio a Ted incontrando i suoi sostenitori
a Lousville, in Kentucky, dopo la netta vittoria - prevista da
giorni - alle primarie contro Obama.
''Voglio rendere omaggio al senatore Ted Kennedy - ha detto
tra l'altro la Clinton -, uno dei piu' grandi leader politici di
questo paese, uno dei senatori piu' efficaci della storia (degli
Stati Uniti), accanto al quale abbiamo combattuto una serie di
grandi battaglie''.
L'ex first lady ha tra l'altro citato il
salario minimo garantito e la lotta per ottenere l'assicurazione
sanitaria per tutti.
Hillary, in attesa dei risultati delle primarie in Oregon
(per le quali Obama e' favorito) ha confermato la sua intenzione
di proseguire la gara, ribadendo di essere convinta di poter
vincere la nomination.
''Abbiamo vinto il voto popolare'', ha spiegato Hillary,
convinta che il partito si ricompattera' dietro al vincitore,
''chiunque essa sia'', ha detto strappando applausi e risate.
Ma il carrozzone della corsa democratica e' arrivato quasi al
capolinea: dopo il voto di ieri, devono ancora esprimersi
Portorico il primo giugno e due giorni dopo Montana e South
Dakota.
Nel Kentucky a maggioranza bianca, Hillary ha vinto con
oltre 30 punti di vantaggio,
Ieri sono stati assegnati con il proporzionale un totale di
103 delegati: 51 nello stato del Midwest, terra di distillerie
di bourbon, cavalli da corsa e tabacco, 51 nell'Oregon
progressista e riformista, che sembra tagliato addosso al
candidato afro-americano.
Obama si considera da settimane vincitore: celebrare nel
cuore della notte in Iowa la pietra miliare della maggioranza
dei delegati eletti, significa anche ''ringraziare tutti quelli
che hanno reso la sua avventura possibile'', ha spiegato la
campagna del senatore.
Per Hillary invece sulla carta il duello e' ancora aperto,
proprio come la sfida che oggi sulla Fox tiene gli spettatori
incollati al teleschermo per la finalissima della sfida musicale
tra aspiranti star 'American Idol'.
Ma e' ancora davvero scontro nell'ultimo scorcio della
stagione delle primarie?
Secondo il Washington Post, le due
campagne dietro le quinte hanno da giorni cominciato a fumare il
calumet della pace.
Questo spiega perche' Obama, che ha caricato di simbolismi il
suo discorso di Des Moines, senza pero' esplicitamente cantare
vittoria, abbia deciso di smorzare i toni della festa: ''E' una
situazione delicata. Lui vuole voltare pagina e per battersi
contro John McCain, ma non vuole rischiare neanche di forzare i
tempi e rischiare di alienarsi oltre la Clinton i suoi numerosi
sostenitori insistendo per il suo ritiro'', aveva scritto ieri
il New York Times.
Sono sostenitori che contano, come ha mandato a dire l'ex
First Lady, rileggendo a suo modo i numeri emersi dal segreto
dell'urna.
Hillary ha ricordato a Obama il suo problema a farsi
amare in stati che contano in vista del voto di novembre. Stati
'bianchi' come il Kentucky, dove ieri solo un terzo degli
elettori democratrici si e' detto pronto a votarlo contro John
McCain in novembre, ma anche la Pennsylvania, l'Ohio, l'Indiana,
il Michigan, l'Indiana e la West Virginia, quest'ultimo vinto da
Hillary con un vantaggio-valanga del 41 per cento.
Per diventare presidente servono 270 voti elettorali,
assegnati sulla base del 'peso specifico' degli stati
conquistati in virtu' del voto popolare: ''Io ho vinto in stati
che 'pesano' 300 voti, lui 217. Per vincere il Collegio
Elettorale e conquistare la Casa Bianca ne servono 270''.
Superando grazie all’Oregon quota 1.627, il numero magico della maggioranza di delegati eletti, Barack Obama festeggia in Iowa, lo Stato granaio d’America da dove il 3 gennaio è partita la sua avventura verso la Casa Bianca. «Non così in fretta», lo ha avvertito però Hillary Clinton da Louisville in Kentucky, Stato bianco ad oltre il 90 per cento, che oggi alle urne si èschierato dalla sua parte. Il carrozzone delle primarie è quasi al traguardo: dopo il voto di ieri, si esprimeranno Portorico il primo giugno e due giorni dopo Montana e South Dakota. |
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