| USA'08: SONDAGGIO CNN: "PRO-CHOICE IL 53%" - PALIN ANTIABORTISTA - MCCAIN AMBIGUO |
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| 05/09/2008 | |
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05 sett. - L'aborto torna nell'arena politica
Usa. Non ne ha parlato alla Convention repubblicana di St.Paul,
ma tutti sanno che Sarah Palin, scelta da John McCain come vice
per la Casa Bianca, difende una linea anti abortista molto dura.
Contrariamente alle ultime campagne elettorali americane,
l'aborto e' rimasto finora ai margini del dibattito politico, ma
rischia di diventare ora uno degli argomenti piu' roventi in
vista delle presidenziali del 4 novembre.
Ne sono convinti una serie di commentatori e di esperti
politici americani, secondo i quali scegliendo la Palin, che
incarna con la sua biografia una scelta di campo, McCain ha di
fatto rotto una sorta di armistizio tra i 'Pro-Choice' (chi e'
per l'aborto) e i 'Pro-Life' (chi e' contrario).
Secondo i piu' recenti sondaggi, un'ampia maggioranza di
americani e' 'Pro-Choice' (53% contro 44% secondo la Cnn a fine
agosto), tra cui, automaticamente, anche diversi repubblicani.
Ultimamente McCain si era sempre detto 'Pro-Life' per non
urtare gli evangelici e la frangia piu' conservatrice del
partito (che lo ama poco), ma non aveva insistito piu' di tanto.
L'ambiguita' di McCain e' stata involontariamente confermata
ieri dalla moglie Cindy in una intervista alla Abc: ha difeso la
sentenza della Corte Suprema che autorizza l'aborto, prima di
fare una parziale ed (imbarazzata) marcia indietro.
Come ricorda l'ex sindaco di New York Ed Koch, un democratico
moderato convinto che l'aborto sara' il tema centrale dello
scrutinio, tocchera' probabilmente al prossimo presidente
scegliere uno o due nuovi giudici della Corta Suprema.
Un repubblicano potrebbe non resistere alla tentazione di
scegliere un conservatore in grado di garantire una solida
maggioranza 'Pro-Life', finora inesistente in seno ai 'giudici
dei giudici'.
Il commentatore del Wall Street Journal Gerald Seib si dice
convinto che la campagna di Barack Obama, il candidato
democratico, sfruttera' al massimo la questione dell'aborto per
''allontanare le donne dal ticket repubblicano''.
C'e' infine il cavallo di Troia del South Dakota, dove per
referendum era stata bocciata nel 2006 una legge statale per
proibire l'aborto eccetto se la vita della madre e' in pericolo.
Un nuovo referendum, sul quale gli elettori si pronunceranno
il 4 novembre, chiede eccezioni anche in caso di stupro o di
incesto. Il vero obiettivo dei promotori e', alla fin fine,
ottenere il parere della Corte Suprema Federale, con la speranza
che l'aborto diventi fuorilegge
(ANSA)
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