| USA'08: SOUTH CAROLINA H.02.30 - OBAMA il vincitore con il 54% stacca Hillary al 27 |
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| 27/01/2008 | |
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27 gen. - Siamo giunti al 57% delle schede scrutinate ed il divario tra Obama ed Hillary si assottiglia, è pur vero che comunque il gap è di 27 punti percentuali e quindi nella sostanza è comunque Barack Obama il vincitore in South Carolina. Vai alla scheda South Carolina
Il dibattito di Boca Raton si trasforma in un coro di accuse all’ex First Lady, tra economia e guerra in Iraq Niente unisce i repubblicani come i Clinton. Chiamati a raccolta a Boca Raton nell’ultimo dibattito prima dell’appuntamento con gli elettori della Florida, i quattro candidati di punta del Grand Old Party danno dimostrazione di “straordinaria civiltà” - scrive il Chicago Tribune - evitando i toni velenosi e le accuse reciproche che avevano infiammato il dibattito fra democratici in South Carolina, per trovare invece una comunanza di vedute soprattutto su un tema: la critica serrata alla rivale più pericolosa, la senatrice Clinton, e alla possibilità di vedere di nuovo la coppia Hillary&Bill alla Casa Bianca. Una preoccupazione che rivela come, nonostante la campagna sia ancora aperta e il risultato tutt’altro che scontato, i repubblicani stiano iniziando a guardare oltre le primarie: a dieci mesi dal confronto di novembre, si respira già aria di scontro diretto con i democratici. Il confronto si concentra da subito sulla guerra in Iraq, cui tutti i candidati esprimono il massimo supporto, e sull’economia, tema inevitabile nel giorno in cui il presidente Bush ha annunciato il piano di stimoli che dovrebbe risollevare l’economia americana sull’orlo della recessione. Ed è proprio sull’Iraq che arriva la prima stoccata per Hillary. Mitt Romney e John McCain, in lotta per la leadership nel partito, accusano l’ex First Lady di avere assunto una posizione pacifista che gli americani non condividono: “Non vogliono che alziamo bandiera bianca e ci arrendiamo, come invece la senatrice Clinton intende fare”, tuona il senatore dell’Arizona, mentre Romney nega che il calo della violenza in Iraq sia legato ai progetti dei democratici di ritirare le truppe: “Per il successo in Iraq dobbiamo ringraziare il sangue e il coraggio degli uomini e delle donne delle nostre forze armate, il generale Petraeus e il presidente Bush - non certo il generale Hillary Clinton”. E’ ancora McCain ad accusare i democratici, Hillary Clinton in testa, di voler colpire gli americani con aumenti incontrollati delle tasse e delle spese di governo: “Non c’è nulla che i democratici abbiano detto che non fosse ‘tassa e ancora tassa, spendi e ancora spendi, eleggi ed eleggi’” denuncia il senatore. L’ex governatore del Massachusetts chiude invece il fuoco di file delle critiche dando voce allo “sdegno della nazione” per la presenza di due Clinton alla Casa Bianca: interrogato sulla prospettiva di dover correre contro la coppia presidenziale, Romney dice di non vedere l’ora di impegnarsi nella sfida “perché l’idea di un Bill Clinton di nuovo alla Casa Bianca senza nulla da fare è qualcosa che non posso neppure immaginare”. Neppure un accenno, durante tutto il dibattito, agli altri candidati democratici, Barack Obama e John Edwards. Non da ultimo in casa Repubblicana è da evidenziare che il Governatore della Florida quest'oggi ha confermato il suo appoggio a McCain il repubblicano vincitore in New Hampshire e del South Carolina. (LaStampa) Vai alla scheda South Carolina |
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