| VOTO ’08: PER MANNHEIMER E’ CACCIA AGLI INDECISI |
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| 20/03/2008 | |
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20 Mar. – Secondo l’analisi apparsa sul Corriere.it, fatta da Renato Mannheimer, solo il 30% degli italiani si dice certo di ciò che andrà a votare il 13 e il 14 aprile mentre un 20% si dichiara completamente indeciso.
Sulla base di un recente sondaggio, si può stimare che grossomodo il 30% dei nostri concittadini sia «certo» della scelta da compiere il prossimo 13 aprile. Si tratta in misura più che proporzionale di persone di età medio-alta, con titolo di studio anch’esso medio-alto, residenti più al nord che al sud. La maggioranza dei cittadini, tuttavia, non è ancora «certa» del proprio voto e appare quindi più sensibile alla campagna elettorale e alla comunicazione delle forze politiche. Questa ampia platea di indecisi, tuttavia, si può suddividere in due ulteriori categorie, dalle caratteristiche assai diverse tra loro. Un segmento dalle dimensioni più contenute, circa il 20%, afferma di essere davvero completamente indeciso. I componenti di questo gruppo non sanno ancora chi scegliere (e se scegliere, dato che molti sono orientati all’astensione) e dichiarano di non avere nemmeno un orientamento, una preferenza, anche se debole. Si tratta perlopiù di persone che si interessano poco di politica e, spesso, la considerano con disprezzo. Una parte di costoro, come si è detto, finirà col non recarsi alle urne. Molti decideranno all’ultimo minuto (nel 2006 il 9,6% degli elettori ha dichiarato di avere effettuato la propria scelta il giorno stesso delle elezioni). Su costoro, dunque, saranno decisivi gli slogan e le promesse degli ultimi giorni della campagna. E’ questa categoria che nel 2006 permise (anche grazie agli errori di Prodi) la «rimonta» di Berlusconi nell’ultima fase della campagna. La maggioranza – circa il 50% - degli italiani si colloca a metà tra queste due posizioni estreme: non ha deciso, ma, al tempo stesso, non è completamente indecisa. Chi è compreso in questo gruppo afferma di avere un orientamento di massima, ma di non esserne ancora del tutto convinto e, quindi di «guardarsi attorno» per tenersi comunque informato delle possibili alternative di voto. Costoro sono presenti attualmente nell’elettorato di tutti i partiti, con un’accentuazione, però, nel centrosinistra, in cui la presenza di «certi» è minore. Nell’insieme, questi dati aiutano a comprendere l’importanza della campagna elettorale, specie di quella delle prossime settimane. Basta pensare che è sufficiente smuovere un decimo di quel 50% che dichiara comunque di essere disponibile a valutare alternative al proprio orientamento di massima, per mutare sostanzialmente il risultato delle elezioni. (Renato Mannheimer) |
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