| VOTO '08: PIEPOLI MINIMIZZA I DATI DELL'AUTHORITY SULLA PAR CONDICIO |
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| 23/03/2008 | |
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23 Mar. - In un’intervista al Tempo, Nicola Piepoli minimizza i dati dell'Authority sulla differenza di spazio concessa ai partiti nei telegiornali. Se ne riparla tra qualche giorno. Certo, questo non significa vivere fuori dal mondo. «Continuo a guardare i telegiornali - spiega il sondaggista - Fa parte del mio lavoro. Devo sempre essere informato».
«Sì. Mi sembra che i dati siano distribuiti secondo le loro quote di mercato». In che senso scusi? «Nel senso che il Pd è valutato intorno al 33%, lo spazio di informazione riservato è esattamente quello». E la par condicio? «Sarebbe meglio se fosse applicata. Anche se è evidente che non si può dare lo stesso spazio di Pd e Pdl alla miriade di partitini che si presentano alle elezioni. Ovviamente si tratta di un mio pensiero». Quanto sposta, in termini elettorali, un passaggio televisivo nei Tg? «Quasi niente. Anche perché chi li guarda sa già per chi vota, pure se non lo dice». Ne è così certo? «Le faccio un esempio. Come istituto abbiamo lavorato con una gruppo di persone di cui conoscevamo le preferenze elettorali perché, nel 2006, avevamo registrato il loro voto. Inizialmente queste persone hanno dichiarato che non sapevano per chi avrebbero votato. Poi, dopo un lavoro di approfondimento, hanno espresso le loro intenzioni: erano le stesse di due anni fa». Scusi la provocazione, ma allora a cosa servono i sondaggi? «Chi pensa che si vinca con i sondaggi sbaglia. I sondaggi non hanno influenza anche perché vengono letti e sentiti molto poco. Non cambiano le dinamiche elettorali». Cos'è allora che le cambia? «La gente è influenzata da fatti che ne attirano l'attenzione. Si ricorda quando Berlusconi, nel 2006, disse che, se avesse vinto Prodi, avrebbe aumentato le tasse? Non si trattava di un sondaggio, ma ebbe un effetto sulla campagna elettorale. La stessa cosa vale oggi per Alitalia». Cioè? «Il 77% di coloro che tendenzialmente voteranno centrodestra e il 73% degli elettori di centrosinistra vorrebbero che Alitalia restasse italiana. È una cosa che interessa». Ma è anche una cosa di cui parlano i Tg. «Sì, ma la par condicio non c'entra. Lo dimostra il fatto che i giornali che hanno scritto di più sull'italianità di Alitalia sono quelli di sinistra». Insomma, molto rumore per nulla. «Mettiamola così: la par condicio andrebbe applicata ma, se non lo è, cambia poco o niente. Ciò che fa la differenza sono quelle che chiamerei azioni di marketing. E, comunque, la gente sa già per chi votare». E gli indecisi? «Pochissimi lo sono veramente. O meglio, il 25-30%, dice di essere indeciso, ma solo il 5% lo è. E magari sono proprio quelli che, alla fine, non vanno a votare». (Il Tempo) scritto da tedos, marzo 23, 2008 Piepoli è di parte!!! Come mai Berlusconi candida Ciarrapico con la motivazione che ha diversi giornali locali che è meglio non avere contro? Non capisce niente forse? Non credo proprio! La pubblicità vale per i prodotti e in parte anche per la politica, più spazi televisivi = più possibilità di essere votati. Questo vale soprattutto con gli indecisi che non sono pochi come pretestuosamente lascia intendere Piepoli. Faccia i suoi sondaggi (di parte anche quelli) e la smetta di darne interpretazioni di comodo. La smetta soprattutto di dire che senza par condicio non cambierebbe niente! Già mi immagino come finirebbe: ore e ore per Berlusconi e pochi minuti per gli altri. scritto da luigi4, marzo 23, 2008 Mi sembra che sta fallendo l'italia immaginata da Veltroni con due partiti che si dividono gli spazi non tanto per colpa di Berlusconi che ha capito l'importanza di collegarsi al ppe(credo che prima o poi l'udc rientri in qualche maniera nel pdl o viceversa)ma per colpa dello stesso Veltroni che ha sottovalutato certe questioni...il gesu' socialista ne è la prova concreta!il fabbisogno di una socialdemocrazia anke in Italia è fondamentale per la normalizzazione del nostro paese! scritto da lazzavi, marzo 23, 2008 Ogni volta che guardo un telegiornale, traspare una certa inquietitudine, cosi come altri programmi, nel dare le notizie o discutere di politica. A mio parere sarebbe meglio che i giornali che le televisioni potessero schierarsi liberamente, perchè credo che le persone valutano bene quello che ognuno dice senza essere influenzate.In questo modo viene meno la tanto odiata par condicio. |
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