| WWF: IN VISTA DEL G8 LE PAGELLE, NESSUNA NAZIONE E' PROMOSSA |
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| 03/07/2008 | |
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03 lug. - Quando si presentano all'esame riescono quasi sempre a buttarla in chiacchiere. Per questo il Wwf le pagelle ha deciso di darle prima. Al vertice G8 in programma dal 7 al 9 luglio a Hokkaido, in Giappone, la lotta ai cambiamenti climatici ha un posto in cima all'agenda, ma in passato alle promesse e alla retorica della vigilia spesso hanno fatto seguito pochi fatti.
I risultati sono stati presentati questa mattina a Roma e non sono esattamente incoraggianti. Nessuna nazione del G8 è promossa a pieni voti e la media generale è piuttosto bassa. Per rendere più immediato il giudizio sui comportamenti i curatori del dossier hanno scelto la metafora dei semafori, sia nel giudizio globale conclusivo, sia nei singoli settori presi in esame: dalla riduzione delle emissioni di gas serra allo sviluppo del mercato della CO2; dalla diffusione delle rinnovabili alle politiche sul risparmio energetico. Pochi semafori verdi. Nelle voci specifiche qualche luce verde qua e là si intravede. Londra ne conquista una per l'intensità energetica (il rapporto tra Pil e consumi) e le politiche industriali, Parigi altre due per numero di emissioni procapite e intensità energetica. Due pure quelle assegnate a Berlino (intensità energetica e politiche a sostegno delle rinnovabili), mentre l'unica ottenuta da Roma è alla voce intensità energetica. Al momento di tirare le somme, chi fa meglio non va però oltre il semaforo giallo. Chi arriva al vertice giapponese con le referenze migliori è il terzetto composto da Gran Bretagna, Francia e Germania. Italia e Giappone sono invece a centro classifica, mentre a chiudere ci sono Russia, Canada e Stati Uniti, un trio da luce rossa. Al semaforo finale il nostro paese "passa" con il giallo, ma il giudizio complessivo dei "vigili" ambientalisti è comunque severo. "Le emissioni dell'Italia - si legge nel rapporto - aumentano costantemente e sono notevolmente al di sopra degli obiettivi di Kyoto. L'Italia ha avviato alcuni sforzi, ma sono in atto solo poche misure nazionali per ridurre le emissioni e ancora non hanno prodotto risultati significativi". Ancora una volta a salvarci, o quanto meno a mitigare i danni, è l'essere costretti all'azione da Bruxelles. "Tuttavia - è scritto ancora in Scorecards - quale stato membro Ue, l'Italia appoggia gli obiettivi comunitari di riduzione delle emissioni di gas serra per il 2020 nonché gli obiettivi in materia di risparmio energetico e rinnovabili", anche se "il Piano nazionale di Allocazione di quote di emissione italiano è modesto". Un quadro poco rassicurante rispetto a quella che secondo il Wwf dovrebbe essere la portata dell'impegno a fronte dell'emergenza riscaldamento globale. "Segnali positivi ce ne sono - spiega Mariagrazia Midulla, responsabile clima della sezione italiana - quello che ancora manca è la coerenza: Londra guarda al futuro con una capacità strategica notevole, ma fa poco sulle rinnovabili. Berlino su eolico e solare ha fatto invece un lavoro straordinario, ma rimane ambigua sul carbone e sui trasporti". I paesi del G8, sottolinea ancora il documento dell'associazione ambientalista, "hanno la maggiore responsabilità e devono assumere la guida, impegnandosi a drastici tagli nelle proprie emissioni, nell'ordine di una riduzione almeno tra il 25% al 40% entro il 2020". "Essi - mette ancora in guardia il Wwf - hanno inoltre la responsabilità di guidare la cooperazione globale sul clima con Brasile, Cina, India, Messico, Sud Africa e gli altri paesi in via di sviluppo. Compito loro è incoraggiare lo sviluppo sostenibile attraverso il trasferimento di tecnologie e il sostegno finanziario. Mandando un segnale politico di appoggio alla cooperazione internazionale e a target ambiziosi di taglio delle emissioni di CO2, il G8+5 di quest'anno può anche aiutare a far sì che le prossime trattative Onu sul clima, il prossimo dicembre a Poznan, in Polonia, siano un successo". Qualche elemento di ottimismo per il raggiungimento di questi obiettivi, Scorecards comunque li sottolinea. "Il funzionamento del piano Ue di scambio emissioni - si legge ancora nel rapporto - è stato migliorato e ha portato ad allocazioni più rigorose nella fase 2008-2012. La messa all'asta di quote di emissioni potrà creare nuove risorse finanziarie per la mitigazione". Inoltre, "mentre le azioni a livello federale in Canada e Usa sono insufficienti, le attività degli stati sono molto incoraggianti". "Questo G8 - conclude Mariagrazia Midulla - è un passaggio decisivo in vista delle trattative per l'estensione e il rafforzamento del Protocollo di Kyoto, mi auguro che si riesca a fare dei passi avanti, senza abbassare l'asticella degli obiettivi. Il messaggio degli scienziati è chiaro: contenere l'aumento della temperatura entro i due gradi potrebbe non bastare". (da repubblica.it) |
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Così l'associazione ambientalista, in collaborazione con Allianz e con la società Ecofys, ha stilato Scorecards, un'analisi delle politiche di lotta ai cambiamenti climatici delle otto massime potenze industriali e dei cinque paesi emergenti, Brasile, Cina, India, Messico e Sudafrica.
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